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Fin dove arrivano le bugie dei media


Citiamo in questo post una raccolta di esempi di come la realtà che riportano i mass-media non sia solo semplicemente distorta o manipolata, ma in taluni casi assomigli più ad una rappresentazione teatrale deliberatamente costruita. Un amico lettore ci ha segnalato questo breve ma significativo articolo tratto dal sito Iran Italian Radio che toglie ogni dubbio circa i tentativi del regime di manipolare l’opinione pubblica riguardo la situazione in Siria: se prima avevate un sospetto, ora potete averne la certezza.

Qatar: alla ricerca di una location per girare filmati falsi sulla Siria

DOHA – Alle porte della capitale qatariota Doha, nell’area di al Zoubarah, è in fase di allestimento una finta Damasco, con edifici che ricalcano quelli governativi originali della capitale siriana per consentire alle televisioni (al Jazeera) e agli ambienti vicini ai gruppi terroristici che combattono in Siria di preparare filmati falsi da spacciare come originali agli occhi dell’opinione pubblica internazionale.

Lo riferisce l’agenzia Fars News. La costruzione di questa Damasco di cartone sarebbe opera di una società di sicurezza qatariota.

Stando a testimoni oculari, nell’area girano persone che indossano finte divise militari siriane e circolano veicoli civili e militari con targhe siriane false.

La realtà mediatica sarà dunque ricreata in una sorta di fiction per mentire al mondo su chi sia la vittima e chi sia il carnefice. L’immagine qui a sinistra simboleggia tutto ciò alla perfezione. Comunque la prova che già qualcosa non quadra si è avuta qualche giorno fa in diretta radiofonica, quando non tutto è andato come previsto…

Imbarazzo alla radio francese

Durante la famosa trasmissione radio del mattino condotta da Jean Jaques Bourdin (Bourdin & co.) si parla di Siria. Un esponente dell’opposizione sarebbe dovuta essere ospite in trasmissione ma vista la sua indisponibilità all’ultimo minuto viene invitato Stephane, un siriano sunnita residente in Francia. Stephane comincia a rivelare in diretta radio che la vera situazione in Siria non è proprio come la raccontano nei media, fra l’imbarazzo del conduttore che prova a sostenere la conversazione fino alla fine.


Come Stepahne ha dichiarato apertamente, in Siria la gente è più tranquilla di quello che i media vogliono fare apparire: ci sono però bande di guerriglieri organizzati (e presumibilmente pagati per conto del ‘pacifico’ Occidente) protagoniste di azioni violente contro i cittadini siriani che non vogliono partecipare alle manifestazioni di massa nelle piazze davanti alle telecamere. Portiamo come dimostrazione un video in cui a partire del minuto [2:30] potete vedere militanti dell’Esercito Libero Siriano che vessano con intimidazioni i loro compatrioti siriani, fino a farli inginocchiare ed usarli come scudi umani al posto dei sacchi di sabbia nelle sparatorie.

Selezionare per distorcere

Ecco sotto un esempio visivo del modo in cui i media ribaltano la percezione della realtà tramite il meccanismo della selezione: trasmettendo un solo particolare scelto al posto dell’intera realtà, lo si mette esageratamente in risalto favorendo la percezione deformata dello spettatore.

Dall’immagine sotto al centro (che raffigura un soldato mediorientale in mezzo a due soldati americani), le emittenti televisive Al-Jazeera e CNN hanno selezionato due diversi frammenti che agiscono da prove strumentali a sostegno della loro tesi “informativa”.

Un fotomontaggio da dilettanti che ha ingannato il mondo

Che dire poi dei fotomontaggi? Eccone uno che estrapola una scena di normale quotidianità in Siria (un papà che passeggia con in braccio la figlioletta, foto in basso: Agentur EPA del 26 luglio) e la incolla su uno sfondo di palazzi crollati e macerie (foto sopra), dando l’impressione che il papà stia portando la bimba lontano dagli orrori della guerra. Il giornale Krone del 28 luglio titola così ai piedi dell’immagine: “I carri armati di Assad si dirigono attraverso le strade verso la madre di tutte le battaglie”.

Non potevamo che concludere questo collage di materiale con la madre di tutte le foto-fake, diffusa lo scorso anno in occasione della morte del personaggio noto al mondo come Osama Bin Laden. L’immagine diffusa dai media a voler provare la morte del leader di “Al Qaeda” è stata ottenuta in realtà fotomontando una immagine del viso originale (riquadro a sinistra) con una foto del viso di un cadavere di un soldato mediorientale (al centro). Il risultato (pessimo, direbbero gli esperti di grafica visuale) è nel riquadro a destra. Insomma, non sanno neanche usare adeguatamente Photoshop ma hanno ingannato lo stesso il mondo intero…

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3 commenti su “Fin dove arrivano le bugie dei media

  1. Niente di nuovo purtroppo, è incredibilmente facile trasmettere informazioni distorte tramite i mass media; un esempio elementare? Poniamo che io voglia far credere che quella che chiamano “crisi”, in Italia sia praticamente passata o di lieve entità,e che gli Italiani siano felicemente in vacanza a spendere soldi senza pensieri.
    Non basterebbe mandare in onda filmati di spiagge gremite di gente accalcata sotto gli ombrelloni?… che poi il video sia di magari 5-6 anni fa, mentre oggi quella stessa spiaggia sia mezzo vuota, cosa importa? Ho ottenuto l’effetto voluto.
    Grazie per la segnalazione sul caso Siria, comunque. Se non sbaglio accadde qualcosa di simile nel tentativo di enfatizzare in tv un movimento anti-Putin che invece non era di portata così ampia come volevano farci credere…

  2. anche il video di Gheddafi morto,non era lui ma un suo sosia,si chiama Ahmid si trovava anche a Roma nell’incontro a Roma con Berlusconi,purtroppo non si trovano più le foto di quell’incontro..qualcune le ha ripulite..
    però le diversità sono nette nel lobo dell’orecchio ad esempio ed in altri particolari..
    evidentemente si sono accordati per una sua uscita e la presa della Libia che cmq era imminente..ma cosi’ la Nato ha potuto vincere senza perdita perpretrando il mito dell’invincibilità degli USA -Nato

    anche la Gruber parla di falsi miti e filmati distorti e film usati per fare pressione sull’opinione pubblica..ricordate il soldato Jane,della guerra del golfo?
    Però questa venduta ne parlò solo nel caso delle guerre di Bush,invece oggi tace in combutta con le guerre obamaniane appoggiate dai governi europei
    in quel caso la Gruber da Santoro chiudeva ” i nostri governi vogliono farci vivere nel migliore dei mondi televisivi ma purtroppo nell’inferno della democrazia!”

    http://www.ecplanet.com/node/2835

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