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Il Vangelo di Tommaso


Il Vangelo di Tommaso è un testo gnostico in lingua copta che raccoglie una serie di 114 detti attribuiti a Gesù. La sua datazione più probabile, non posteriore al primo secolo, lo vorrebbe ancora più antico degli altri 4 vangeli biblici, rendendone improprio l’appellativo di “Quinto Vangelo”:

«Molti studiosi come ad esempio il glottologo francese Jean Doresse (che per primo nel 1959 tradusse il testo) ed il tedesco H.C. Puech ritengono questo vangelo una delle più antiche testimonianze scritte della tradizione cristana e la datano nella metà del I° secolo D.C.»
(tratto daIl Vangelo di Tommaso– associazione culturale SaraS)

Considerato un vangelo apocrifo dalle Chiese cristiane moderne, fu scritto da San Tommaso apostolo a beneficio di un gruppo Cristiano gnostico delle origini che riconosceva in lui la figura di mentore spirituale:

“Incredulità di San Tommaso”
(Caravaggio, 1601)

«Non vi sono dubbi sull’autenticità del Vangelo di Tommaso. A conferma di ciò basterà sapere che fin dal 1897, in località di Ossirinco, nel Medio Egitto, furono rivenuti 2 frammenti di papiri contenenti frasi, in greco, del testo copto del Vangelo di Tommaso; inoltre il papiro n° 654 riporta il titolo ed il nome di Tommaso. (…) Questi antichi documenti, pare che fossero appartenuti ad una ristretta comunità, visto che il copto era una lingua poco diffusa in Egitto e conosciuta solo da una limitata cerchia di eruditi di diretta estrazione gnostica: ciò spiega la totale estraneità al mondo ebraico-cristiano di questi scritti.» (ibidem)

Il manoscritto originale, ritrovato nel 1945 a Nag Hammadi, in Egitto, è strutturato come elenco di loghia, cioè di brevi aforismi, proverbi o parabole pronunciate da Gesù e riportate in terza persona attraverso incipit ricorrenti (spesso nella forma di “Gesù disse:”), con una fraseologia arcaica e senza un preciso ordine cronologico.

Il Vangelo di Tommaso riporta frasi del Cristo inedite che svelano una figura diversa da quella diffusa comunemente nel mondo cattolico. Anche se diversi loghia richiamano passi dei vangeli canonici, i significati profondi celati dietro versi spesso criptici mettono in luce la radice originale gnostica del Cristianesimo.

Nei primi secoli dalla nascita di Gesù, la nuova religione Cristiana fondata dal sadduceo Paolo di Tarso combattè gli gnostici poichè ritenuti una minaccia per la loro sopravvivenza. Mentre la figura di Gesù veniva elaborata per essere il riferimento di facciata da integrare nel culto millenario della Dea pagana Cibele (trasformatosi poi nel “Cristianesimo” oggi noto), segretamente i suoi veri seguaci venivano messi a tacere uno dopo l’altro, rendendo difficoltoso l’accesso agli insegnamenti originari di Gesù.

Maggior chiarezza è stata fatta in seguito ai noti rinvenimenti degli antichi manoscritti a Nag Hammadi. La figura che emerge è quella di un Cristo che non predica la dottrina dei peccati, del senso di colpa, del pentimento e del dolore, ma sottolinea l’importanza della Conoscenza dei segreti eterni del Cosmo, senza spazio e senza tempo.

«Il Cristo che leggiamo nel Vangelo di Tommaso è vicinissimo all’Induismo, al Buddismo, al Sufismo, non incita allo sterile sacrificio, ma semmai ad una consapevole ricerca della propria divinità, affinché la carne ridiventi Spirito. Vi stupirete certamente della “modernità” del Cristo del Vangelo di Tommaso, l’unico motivo per cui solo oggi possiamo conoscerne la saggezza è che Egli appartiene alla nostra Era.» (ibidem)

È con grande piacere che vi presentiamo il Vangelo di Tommaso in una nuova originale veste grafica firmata da Lòthlaurin, con pagine pergamenate e caratteri anticati, disponibile alla visione on-line ed al download. Buona lettura.


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Vangelo di Tommaso

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hearthaware.wordpress.it | Il Vangelo di Tommaso

credits: www.associazionesaras.it

12 commenti su “Il Vangelo di Tommaso

  1. Inizia con frasi così:
    «Io venni da quel primo mistero che è l’ultimo mistero, cioè dal ventiquattresimo»
    Il ventiquattresimo Mistero, spiegabile con il sesto Mistero, nasconde nelle sue viscere il Primo Mistero”.
    Spiacente, ma per quanto mi riguarda… non ci siamo!

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  3. Già é difficoltosa la ricerca del nostro Divino Interiore, con quello che si possiede, preparato e facilitato per nostra comprensione. Perché cercare quello che già possediamo.

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