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Quando la musica ci eleva a Dio


A vari livelli tutto nell’Universo è vibrazione. Quindi tutto nell’Universo è MUSICA, anche se comunemente con questa parola intendiamo l’arte di costruire delle forme plasmate esclusivamente con le vibrazioni della nostra dimensione fisica densa. Purtroppo, la cultura commerciale ha contribuito a far decadere la musica allo status di mero prodotto, il cui valore si misura in base al successo di audience e di vendite e non in base all’intrinseco valore artistico, che l’italiano di media cultura non è sempre in grado di riconoscere.

I professionisti del settore direbbero che il valore artistico di una musica si misura nei termini di “perfezione strutturale”, “elaborazione tematica” o “coerenza compositiva”, ma spesso neanche loro riescono a cogliere quel “quid” che rende una musica eterna ed immortale. Per riconoscerlo non è necessario aver studiato per anni nel settore: basta essere profondamente sensibili alla Bellezza e all’Armonia.

È lo sviluppo della nostra anima che ci rende aperti a cogliere il significato spirituale di una musica, non la nostra cultura specialistica. Una musica è pregna di Bellezza e Armonia quando trascrive nel linguaggio delle vibrazioni acustiche le forme energetiche esistenti nei mondi superiori, mantenendone le divine proporzioni. Questa musica d’arte agisce divinamente da ponte fra le dimensioni superiori di coscienza e quelli inferiori, portando in manifestazione sensoriale ciò che la nostra anima potrebbe sperimentare solo nei mondi sottili. Fa così in modo che il nostro cuore si sciolga in una commovente estasi contemplativa, e la nostra anima si elevi nella trascendenza.


J.S. Bach e la gioia della preghiera

Indubbiamente, riesce in questo intento “Jesus bleibet meine Freude“, un capolavoro senza tempo di Johann Sebastian Bach (1675-1750). Finale della cantata n.147 “Herz und Mund und Tat und Leben“, è un meraviglioso corale che traspone in musica il testo di una preghiera luterana dedicata a Gesù. La musica orchestrale sottolinea e sostiene il coro che canta la preghiera in tedesco. Il testo tradotto in italiano è questo:

«Gesù è la mia gioia
la consolazione e la linfa del mio cuore,
Gesù difende da tutti i dolori
è la forza della mia vita,
il desiderio e la luce dei miei occhi
la ricchezza e la felicità della mia anima,
per questo io non lascio che Gesù
abbandoni il mio cuore e il mio volto.»

Mentre aprite il cuore e vi lasciate coinvolgere e trasportare dalla musica, provate a pronunciare mentalmente il testo assieme al coro, una riga per volta, e potrete sentire quanto potere abbia l’arte nell’elevarci alle dimensioni superiori e nel contemplare la Bellezza dell’Universo.

“Musica: tu ci hai insegnato a vedere con l’orecchio e a udire con il cuore.”
(Kahlil Gibran)

J.S. Bach – Jesus Bleibet Meine Freude


W.A. Mozart e la beatitudine della morte corporale

In chiave spirituale non era certamente da meno Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), nonostante la romanzata immagine triviale che ne è stata data nel film premio Oscar Amadeus (1984). Trascriviamo un estratto da una lettera di Mozart datata 4 aprile 1787 e indirizzata al padre Leopold, in cui il musicista si esprime così sulla morte corporale:

(…) Dato che la morte, a ben guardare, è la vera meta della nostra vita, già da un paio di anni sono in buoni rapporti con questa vera, ottima amica dell’uomo, così che la sua immagine non solo non ha per me più niente di terribile, ma anzi molto di tranquillizzante e consolante! Ringrazio Dio per avermi concessa la fortuna e l’occasione (…) di riconoscere nella morte la chiave della nostra vera beatitudine. Non vado mai a dormire senza pensare che, per quanto io sia giovane, il giorno dopo potrei non esserci più – e di tutte le persone che mi conoscono nessuno potrà dire che io abbia un modo di fare imbronciato o triste – e ringrazio tutti i giorni il signore per questa beatitudine, che auguro di cuore a tutti gli uomini. (…)

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

Solo 4 mesi prima del suo trapasso terreno, Mozart è riuscito a trasporre in musica questa sua meravigliosa idea di morte come passaggio trascendente colmo di beatitudine, cimentandosi nell’opera Ave Verum Corpus per Coro ed orchestra. Considerata il testamento musicale di Mozart[*], è basata su un testo eucaristico in latino del XIV secolo, che riportiamo tradotto sotto in italiano. La musica dà potere al testo, il testo dà potere alla musica: il risultato è un pezzo di paradiso mistico e sublime reso udibile ai nostri sensi materiali.

«Ave, o vero corpo, nato da Maria Vergine,
che veramente patì e fu immolato sulla croce per l’uomo,
dal cui fianco squarciato sgorgarono acqua e sangue:
fa’ che noi possiamo gustarti nella prova suprema della morte.»

W.A. Mozart – Ave Verum Corpus


Come avrete osservato, per ovvii motivi la nostra cultura musicale si intreccia storicamente, nel suo tendere alla trascendenza, con il Cristianesimo. Il mio augurio è che, qualunque sia oggi la vostra religiosità o spiritualità, riusciate a leggere con l’anima oltre i simboli religiosi e a percepire la spiritualità intrinseca nella musica stessa, che la rende come tutte le arti, un linguaggio universale assoluto e senza tempo.

“La musica è la voce di tutta l’umanità, di qualsiasi tempo e luogo.
Alla sua presenza noi siamo uno.”

(Vincent C. Gray)

[*] Si pensa comunemente che il brano più rappresentativo per essere il testamento musicale di Mozart sia invece il meraviglioso e struggente Lacrymosa tratto dalla Messa da Requiem, mai terminata a causa della morte dell’autore. Tuttavia è ormai comprovato che il Lacrymosa sia stato composto da un allievo di Mozart, tale Franz Xaver Süβmayr, sulla base delle bozze autografe del maestro. In effetti il Lacrymosa è il primo brano lasciato incomputo da Mozart.

Eärwen

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Un commento su “Quando la musica ci eleva a Dio

  1. Guarda caso, sono i due autori che amo di più…
    Proprio nella musica di Bach ho trovato dei codici “di attivazione e collegamento”.
    Mozart è stato un balsamo per la mia anima nei momenti più difficili, l’unico che riuscissi ad ascoltare.
    Entrambi hanno portato un po’ di Paradiso in Terra. Mi sono chiesta tante volte da dove venissero veramente… angeli incarnati?

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