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Esclusivo: Iconicon intervista Mehran T. Keshe


Ninove, (Belgium) 24 september 2012

È con grande piacere che Iconicon annuncia di aver potuto intervistare in esclusiva l’Ing. Mehran T. Keshe, titolare e custode della Fondazione omonima situata in Belgio, che detiene i diritti su un insieme di tecnologie al plasma studiate originariamente per il programma spaziale e potenzialmente in grado di rivoluzionare diversi settori della nostra vita, proiettaindoci in un futuro che appare ora assolutamente fantascientifico.

Un fortunato concatenarsi di eventi ci ha permesso, con nostra grande soddisfazione, di andare a toccare con mano quella realtà, conoscere personalmente lo scopritore di tecnologie così profondamente innovative e renderci conto personalmente, superando il filtro e l’inevitabile distorsione che la notizie, rimbalzando da un blog all’altro nel web, possono subire.

Già perché i media ufficiali non hanno finora parlato della Fondazione Keshe. I comparti su cui le nuove tecnologie al plasma vanno ad impattare sono in assoluto i più strategici del mercato: produzione di energia, trasporti, salute, sistemi di disinquinamento, creazione di nuovi materiali in svariati settori industriali. Facile immaginare come gli interessi implicati siano immensi.

Appare quindi chiaro come il silenzio su un tema così delicato sia l’opzione più ovvia da parte dei poteri forti, e gli obbedienti media mainstream abbiano finora taciuto pressoché del tutto su questo tema.

Ma sul web al nome di Mehran T. Keshe, ingegnere nucleare di origine iraniana, molte fonti di informazione off-mainstream guardano con crescente interesse e speranza. La speranza che, dopo innumerevoli casi del passato in cui invenzioni e tecnologie rivoluzionarie, appena venute alla luce e mostrato il proprio potenziale sono poi finite, per acquisto o sequestro preventivo, nel segreto delle casseforti di grandi aziende ed enti governativi, stavolta questo non accada e all’umanità sia finalmente dato modo di passare ad una tappa evolutiva ulteriore.

Perché se la situazione geopolitica, così fluida come nel momento attuale, dischiuderà a breve termine scenari favorevoli all’implementazione su larga scala di simili innovazioni e se queste tecnologie manterranno quel che promettono il salto evolutivo sarà davvero inimmaginabile sul piano produttivo, sociale, ecologico, culturale.

Mission: Keshe Foundation

Italo Cillo

Per verificare la concretezza e veridicità di una tale eclatante innovazione tecnologica occorreva un contatto diretto, ed è con questo spirito che una mission alla Fondazione Keshe è stata decisa in seno alla ormai vasta e vivace web community raccoltasi attorno ai podcast periodici diffusi da Italo Cillo, marketer italiano molto conosciuto online per aver introdotto nel nostro paese il concetto di infoprodotto.

I suoi podcast, diffusi a partire dal 3 aprile di quest’anno nella rubrica “Tempo di Cambiare” a questo link, hanno immediatamente suscitato l’attenzione di migliaia di persone insoddisfatte dell’informazione diffusa dai media ufficiali, desiderose di conoscere di più riguardo agli eventi che realmente stanno determinando la storia contemporanea, e determinate così ad innalzare la propria soglia di consapevolezza, verso un progressivo miglioramento di sé e conseguentemente del tessuto sociale nel quale si vive la propria vita.

Le centinaia di commenti ad ogni singolo episodio diffuso settimanalmente da Italo Cillo hanno innescato un dibattito vivissimo, hanno stimolato la ricerca e la segnalazione di contenuti ulteriori ed arricchimenti da parte di moltissimi tra le migliaia che hanno scaricato i podcast ed hanno di fatto segnato la nascita di una community eterogenea ma straordinariamente coesa nell’intento comune di cambiare il proprio tempo: una community che, scegliendo di non identificarsi in alcuna delle categorie che il sistema continuamente preconfeziona e diffonde, ha semplicemente preso a riferimento la figura di chi, partendo da sé, innesca il processo con cui tutto il mondo viene portato a trasformarsi in senso evolutivo: il Timechanger.

Ho avuto il grande piacere di essere invitato da Italo a partecipare al secondo episodio del podcast, e di lì in poi ho seguito e partecipato al dibattito della community; da allora è nato un comune sentimento di amicizia, iniziato virtualmente in rete, ma diventato, in occasione del primo raduno di Tempo di Cambiare ad Abano Terme ai primi di Agosto 2012, reale e effettivo.

Proprio in occasione di quel primo raduno, uno degli spiriti più attivi nel forum della community, Mario Cherubini, giornalista e scrittore, coordinatore della piattaforma Talent City – la Città dei Talenti www.youdream.info, in uno slancio di entusiasmo lanciò l’idea di chiedere un incontro con Mehran Keshe. Ebbene, grazie alla provvidenziale coincidenza data dal fatto che Ciro Pirone, ingegnere aerospaziale residente a Colonia, che da tempo seguiva il forum di Tempo di Cambiare, stava per recarsi ad una conferenza di Keshe in Olanda, la richiesta dell’incontro in breve tempo è stata accettata da Keshe e fissata la data per l’intervista lunedì 24 Settembre 2012.

Ciro Pirone, che ha intervistato Mehran T. Keshe

E così il mission team, formato da Mario Cherubini, giornalista e scrittore, Marc Benetti, tecnico audio-video, Jervé, designer e blogger è partito alla volta di Bruxelles per incontrarsi con Ciro Pirone, ingegnere aerospaziale, Team Leader all’European Aviation Safety Agency, stabilire la scaletta dell’intervista sulla base delle domande raccolte nel forum di Tempo di Cambiare e recarsi poi a Ninove, sede della Keshe Foundation, dove l’ing. Pirone ha condotto l’intervista che pubblicheremo in video su queste pagine.

Al termine dell’intervista Mario Cherubini, animatore dello straordinario progetto Talent City – la Città dei Talenti ha consegnato a Mehran T. Keshe la lettera di aggiudicazione del Premio TalentGold (Il Talento d’Oro) che gli verrà consegnato in una cerimonia pubblica a Brescia, tra le autorità locali che hanno dato il patrocinio, il 15 dicembre 2012. Keshe ha accettato il premio, verrà a ritirarlo e la sera di sabato 15 dicembre terrà una conferenza pubblica nella sala convegni del Centro Fiera del Garda a Montichiari.

Da sinistra a destra: Mario Cherubini, Mehran T. Keshe, Marc Benetti, Jervé

Le prime impressioni

Quale allora il primo bilancio di questo incontro, fondamentale perché la notizia dell’esistenza della Fondazione Keshe e delle sue tecnologie possa diffondersi nel nostro paese, dove è ancora sconosciuta ai più?

Possiamo dire che l’impressione generale è stata certamente positiva. In questa occasione non abbiamo visionato nulla delle tecnologie dal vivo ma abbiamo, attraverso l’intervista, preso contatto diretto con questa realtà e con il suo artefice, registrando impressioni e sfumature per capire di cosa si tratti. Com’è giusto che sia, ognuno dei quattro della mission ha avuto una reazione diversa, chi più entusiastica e trascinatrice, come Mario Cherubini, chi più severa ed analitica, come Ciro Pirone, che certamente per la sua mansione di Team Leader alla European Aviation Safety Agency aveva il compito di scandagliare possibili aspetti di dubbio.

Mehran T. Keshe si è rivelato uomo dalla forte personalità, coniugata ad un tratto pacato e cortese. Egli ha risposto con sicurezza a tutte le domande, anche quelle più “ruvide” e nei passaggi in cui la sua spiegazione ha toccato i temi del creato e del funzionamento dell’universo i suoi toni sono apparsi sinceramente ispirati, come pure alcune rivelazioni di dettagli tecnici sono state letteralmente stupefacenti.

Insomma, se volessimo riassumere in poche parole un giudizio di insieme collettivo, potremmo dire che dalle parole di Keshe le promesse di queste tecnologie al plasma sono ancora più eclatanti di quanto appaia dalle notizie diffuse in rete, lo apprenderete dai video, ma una parola definitiva per “sciogliere la prognosi” sul tema “Keshe Technology” potremo darla in occasione della presentazione-evento del 14 Dicembre prossimo, quando di fronte a 5000 persone verrà data dimostrazione della tecnologia spaziale. Da quel momento la consapevolezza collettiva potrà davvero fare uno scatto, e la gente comune potrà rendersi conto che un futuro di fantascienza si dispiega dinanzi all’umanità.

Siamo ancora più galvanizzati quindi, ma in quest’epoca di verità è giusto che continuiamo nella nostra indagine ed approfondimento.

A partire dai prossimi post pubblicheremo l’intervista video in inglese e non appena possibile procederemo alla traduzione in italiano.

Jervé

Fonte: Iconicon Post

reblogged by Hearthaware blog
su gentile concessione di Iconicon

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Articolo correlato: Tempo di cambiare podcast

Nota. Tutti i nostri articoli sulla Keshe Foundation, compresa la brochure informativa realizzata da Mario Cherubini, li trovate nella Home Page nella barra del menù in alto, alla voce “Keshe Foundation“.

11 commenti su “Esclusivo: Iconicon intervista Mehran T. Keshe

  1. “In questa occasione non abbiamo visionato nulla delle tecnologie dal vivo ma abbiamo, attraverso l’intervista, preso contatto diretto con questa realtà e con il suo artefice, registrando impressioni e sfumature per capire di cosa si tratti.”

    Ancora, quindi, nulla di concreto… vuol dire che aspetteremo questo fatidico dicembre 2012. Personalmente ritengo che, quest’uomo, non ci metterebbe la faccia (e non solo la sua) se le sue parole non fossero veritiere. Nonostante i dubbi sono fiducioso.

    • Se tu fossi nei suoi panni che faresti? Non è una cosa semplice, perchè c’è da considerare che per come stanno le cose oggi, solamente i cartelli della droga userebbero la tecnologia per espandersi anche nello spazio…….capisci cosa intendo?

    • Beh i dubbi che ho li ho già chiariti in altre pubblicazioni su heartaware, ma li richiarisco per chi può magari analizzarli con un occhio diverso dal mio, purtroppo, non avendo molto tempo per poter scrivere mi limiterò al copia e incolla di quanto già detto qui:

      https://hearthaware.wordpress.com/2012/09/26/brochure-informativa-sulla-tecnologia-keshe/#comments

      “Ho potuto accertare dell’originalità del brevetto. Vi è solo un punto oscuro ancora irrisolto: il brevetto è si depositato e concesso, la descrizione è si dettagliata e tecnica, ma… ma non c’è l’obbligatorietà di un prototipo funzionante. Ne deriva che potrebbe essere stata brevettata l’idea, ma in sostanza, non essendoci un prototipo utilizzabile, tutto ciò potrebbe essere ancora un mera idea. Qualcuno, ha per caso visionato un video o qualsiasi altra forma che permette di poter valutare e osservare queste presunte tecnologie che, nonostante tutte le buone parole, non sono ancora state confermate? Se si potete, per favore, indicarci un link o qualsiasi altra strada da seguire per approfondire le conoscenze di chi è interessato all’argomento?”

      “Comprendo il discorso “burocratico” ma, come afferma lo stesso Keshe, la fondazione dispone di video idonei a dimostrare le potenzialità nonché l’effettiva funzionalità dei suoi sistemi, video che, a suo dire, hanno portato al famoso decreto statunitense che ebbe come effetto il sequestro di cui parli. Come puoi vedere da qui:
      http://www.keshefoundation.org/fr/media-a-papers-fr/keshe-news/330-the-world-peace-invitation-and-release-of-technology-the-2nd-international-presentation-how-to-become-axes-of-evil

      Il mio dubbio, a questo punto, è del tutto lecito: considerando che questo video esiste (a suo dire) non sarebbe per nulla pericoloso diffonderlo, ma, al contrario, sarebbe un ariete nell’opinione pubblica che gli garantirebbe la riuscita dei suoi propositi. O, se proprio dovessimo considerare una certa pericolosità, legalmente parlando, non sarebbe di gran lunga più pericoloso lo stesso brevetto che, nella sua completezza, permetterebbe, a chi può ed è in grado, la produzione di ulteriori apparecchi simili? Se proprio dovrebbero “oscurare” qualcosa, sarebbe giustificato far sparire un brevetto del genere che non un video.”

      In ogni caso, come ho già detto sopra, la logica, e non solo quella, mi porta ad avere fiducia in Mr. Keshe e nelle sue parole.

      Lòthlaurin scusami se ho ripostato di sana pianta quanto già avevo scritto altrove.

    • Sarebbe stato più semplice se fosse stata una cosa come altre, ma qui parliamo di un qualcosa molto più sconvolgente!! Qualcosa che cambierebbe radicalmente il nostro modo di vivere!! Qui si parla di viaggi spaziali in stile star trek!! Magari con conseguente incontro con esseri di altri mondi (se non c’è già stato)!! Mica robette da nulla!!! Ovvio che chicchessia in qualche modo si preoccuperebbe dell’impatto che tale cambiamento (magari troppo repentino) potrebbe potare a livello globale! Non sappiamo nemmeno se si faranno avanti prima gli alieni! Come successe appunto nel film di star trek primo contatto, dove gli umani scoprirono la propulsione a curvatura che avrebbe portato un’epoca di pace e prosperità a tutti gli umani.. E chissà, magari ci hanno abituati a tutto questo gradualmente anche attraverso i film ecc, proprio perchè sapevano già tutto prima…
      In fondo se ci pensiamo sarebbe come Colombo con le Americhe! Oppure come quando fu scoperto il fuoco! Ecco perchè secondo me ci vanno cauti, perchè il mondo possa assorbire il tutto nel modo più sereno possibile! Non dimentichiamoci che siamo sempre sette miliardi e passa e si dovrebbero tener conto le reazioni di moltissimi popoli e culture.. Perchè anche se molti di noi si ritengono prontissimi e impazienti, ci sono sempre popolazioni ancora molto arretrate..che non si sa come reagirebbero..almeno all’inizio..e questo può valere anche qui in occidente.. Per non parlare che dovremmo avere a che fare con il sistema capitalistico/monetario in cui ci troviamo adesso, che quasi sicuramente collasserebbe in brevissimo tempo!
      Quindi, come si usa dire: a tutto c’è un prezzo! Alcune volte siamo come bambini, vorremmo scoprire tutto e subito senza pensare magari alle conseguenze che le nostre scelte porterebbero! E secondo me con “cosuccie” di questo tipo bisogna andarci piuttosto cauti..

  2. La sintesi è che probabilmente hanno scoperto qualcosa ma non sono pronti ad utilizzarla perchè immatura. Hanno un concetto in testa che non riescono a sviluppare. Per questo si rivolgono ai governi per avere fondi di ricerca e a scienziati per delle eventuali idee di sviluppo. È così chiara sta cosa…

    • No gamma, vedrai nell’intervista che lui ha dichiarato di non aver bisogno di soldi!

  3. Per mè è tutta una strategia, per fare incazzare sempre più la gente, coi propri governi, per arrivare a mettere gli uni contro gli altri. Tutto quì, l’insurrezione è il loro obbiettivo. Tutto la storia da quando è nata a ora è una storia del cacchio che non mi risuona credibile.

  4. Allora è l’altra. Cioè forse hanno qualcosa in mano che però necessità ulteriore sviluppo per essere applicato. Se fosse tutto pronto e funzionante cosa li ferma da distribuire i progetti a mezzo internet e stampa per esempio?. Ammesso che sia una tecnologia difficilmente ricostruibile in casa (probabile perchè fa uso di plasma) ciò implicherebbe in coinvolgimento da parte di qualcuno che gli strumenti per metterla a punto li ha. Questo sono le aziende che fanno ricerca, qualche università ma con dei limiti e gli enti governativi e para-governativi ma qui ritorniamo a uno dei problemi di partenza. Sono proprio le grandi aziende e governi che fanno ricerca a tenere la popolazione mondiale nell’ignoranza e miseria. Non vi sembra un po contorta la questione?. Mi sbaglierò (forse) ma sento puzza di bruciato si dall’inizio poi se sono rose fioriranno…

    • Quindi fammi capire…….non sà se funziona e deposita il brevetto in 35 NAZIONI con dei costi che nemmeno forse ti immagini e lo divulga gratuitamente? Scusa ma se non funzionasse che senso avrebbe spendere tutti quei soldi per il brevetto, tra l’altro esteso successivamente ad altre 5 nazioni?

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