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La ghiandola pineale fra scienza e spirito


Vi presentiamo oggi una radiointervista ad uno dei massimi esperti italiani e mondiali della ghiandola pineale, il dott. prof. Paolo Lissoni. Ricercatore attivo presso l’Ospedale di Monza, assieme al suo staff medico sta cercando di trovare una risposta scientifica al ruolo che ha la ghiandola pineale nel collegare la parte materiale dell’essere umano con la sua controparte spirituale. Questo ponte è stato intuito già da secoli, dalle tradizioni egiziane e tibetane fino anche agli albori storici della nostra scienza: il filosofo Cartesio la definì infatti il punto d’incontro fra la res cogitans (cioè la parte spirituale metafisica dell’essere umano) e la res extensa (cioè la parte fisica, il corpo limitato e inconsapevole).

Quella dello staff guidato da Lissoni è una tipologia di ricerca d’avanguardia, estrema e di frontiera, affascinante e problematica al contempo, che deve essere affrontata con conoscenze sia di tipo medico scientifico che di tipo spirituale. È d’uopo segnalare che Lissoni è anche un teologo. La sua testimonianza è davvero notevole in quanto proviene da una fonte scientifica ufficiale che, finalmente, anzichè porsi nell’ormai vetusta e inutile antitesi con la dimensione metafisica, religiosa e spirituale, cerca di lavorare alla costruzione del trait d’union. Perchè in fondo, se la Verità è lì che ci aspetta, tutte le strade adeguatemente battute devono prima o poi convergere ed integrarsi in una nuova scienza spirituale che consideri la multidimensionalità umana come campo unitario di ricerca e di esperienza.

Curriculum del dott. prof. Paolo Lissoni

Laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Endocrinologia, Oncologia medica e Medicina Interna; dirigente responsabile di attività specialistica per l’oncologia presso l’ospedale S.Gerardo di Monza; docente presso la scuola di chemioterapia e oncologia presso l’Università Statale di Milano, autore di numerosi libri, tra i quali ‘teologia della scienza’, ‘la psicologia delle malattie tumorali’, ‘psiconeuroendocrinologia’ e altri testi di divulgazione. È anche un poeta e un ricercatore spirituale. L’intervista è stata trasmessa da Radio Gamma 5 il giorno 3 aprile 2011; la registrazione è a cura del Circolo Culturale “P. L. Ighina”. Potete scaricare le altre interessanti interviste radiofoniche a questo link.


Nota. L’intervista di circa 60′ è suddivisa in 5 video, unificati in questa playlist visibile anche su Hearthaware channel. Per scorrere da un video al successivo, cliccate sull’icona di avanzamente “►|” posta di fianco a quella di riproduzione “►”.

credits: video caricato su paguroglabro YouTube channel e segnalato da Jiulimar

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30 commenti su “La ghiandola pineale fra scienza e spirito

  1. Complimenti Lòth per aver scovato questa bella intervista di questo prof. universitario che dalla sua intervista, credo sia un ricercatore di eccellenza!

    Concordo con lui che la chiesa cattolica ha sempre assunto una azione ostruzionistica sulla ricerca di cosa sia in realtà codesta ghiandola, se si scoprisse in realtà cosa sia la pineale, indipendentemente dalla sua funzione biologica, la chiesa perderebbe, quasi di colpo, tutto il potere che ha acquisito sull’essere umano, in parole povere, si scoprirebbe il grande inganno perpetuato, fin da tempi remoti, tendente alla schiavitù stessa dell’uomo!

    Piacerebbe sapere chi siano i ricercatori universitari russi che asseriscono quello che menziona l’intervistatore, ovvero che la calcificazione della pineale, nei prossimi decenni, possa portare a facoltà extra sensoriali che ad oggi sembrerebbero impensabili.

    Per quanto concerne gli ormoni cardiaci, tutto ciò, imprime ancor di più nel mio cuore, la consapevolezza che ha una sua intelligenza personale, meglio ancora definirlo, come faccio sempre, il nostro cuore energetico.

    Ancora complimenti, Lòth, per questa ulteriore delucidata, che condivido velocemente sulla mia pagina fb!

    • Grazie MicMar, credo che questo prof. sia un fiore all’occhiello della ricerca mondiale per la sua poliedricità, e poi è italiano. Ma non dovrebbe essere la DE-calcificazione che dovrebbe portare allo sviluppo delle facoltà psichiche?

    • In verità, Lòth, anch’ io avevo l’informazione che la calcificazione portasse ad uno “spegnimento” delle funzioni della pineale, ho sempre saputo che la calcificazione della ghiandola fosse anche a cura di un’alimentazione scorretta e “pilotata”.

      Ma da ciò che affermano, specie quella del Prof. Olivera, pare che proprio la calcificazione interna della pineale (adesso non so se esista una calcificazione esterna e quindi conseguente ad un’assenza di attività), attivi, come una cassa di risonanza magnetica (meglio definirla come un’antenna che dispiega la sua parabola), la capacità di catturare dei segnali frequenziali provenienti al di fuori della materia e quindi avere altre capacità di tipo psico-sensoriali.

      Indagherò e cercherò di meglio informarmi su ciò.

      Ps: Lòth, mettimi al corrente se riesci a sapere chi siano i ricercatori Russi che ha fatto riferimento l’intervistatore. Grazie!

    • Anch’io ho fatto una veloce ricerca per quanto riguarda la calcificazione.

      Pare che si faccia confusione interpretativa, cioè si confonde la calcificazione [calcificazione[kalʧifika’tsjone]sf {medicina} il depositarsi di calcio nei tessuti], con l’atrofia [atrofìa[atro’fia] s.f. {medicina} diminuzione di volume di un organo o di una parte del corpo per mancanza o scarsità di nutrizione].

      Credo che in realtà, quando si parla di calcificazione della Pineale, si voglia intendere la sua atrofia, così si spiega la sua mancanza di attività, dovuta anche alle alimentazioni di zuccheri raffinati, fluoruro dei dentifrici ecc.

      In questa ipotesi, si può concordare con il Prof. Oliviera che, la calcificazione sia un percorso naturale della ghiandola, anzi un percorso obbligato che, stranamente, se la Pineale non è appunto atrofizzata, avviene generalmente dopo i 40 anni di età circa (periodo evolutivo che generalmente corrisponde ad un inizio di consapevolezza personal-spirituale, sempre se la Ghiandola non risulti atrofizzata).

      Grazie Lòth per la tua ricerca, vado subito al sito che hai segnalato!

    • Credo che si parli di calcificazione… direi sassolini, che servono da collegamento come i cristalli. Credo che si parla di cristalli di sale. Io per la meditazione e per collegamento telepatico uso le pietre. Lo rendono molto intenso e sicuramente non si usa molte parole come nel caso di Greg.

  2. L’evoluzione della scienza ovvero, Scienza Sacra… questa c’era, e c’è, ma è tenuta celata e ostacolata. Ma non per molto se Dio vuole!

  3. Pingback: La ghiandola pineale tra scienza e spirito. « lo specchio del pensiero

  4. Complimenti per questo articolo e per tutti quelli precedenti, non so se avete visto lo spettacolo di Celentano… avreste sicuramente notato le due “pigne” usate nella coreografia, vero? 🙂

    Vi sostengo con tutto il cuore!!

  5. Scusate ma se si è convenuto che una calcificazione della ghiandola pineale porta a un miglioramento delle sue funzioni, direi che si è perfettamente fuori strada. La pineale per funzionare correttamente e per produrre DMT (dimetiltriptamina) durante il sonno NON deve essere calcificata in quanto la sua calcificazione porta a una palese disfunzione della stessa. A supporto di questa affermazione che come minimo vale quanto eventualmente e contrariamente detto, vorrei segnalarvi una qualche campana che suona un pò in modo diverso.

    https://www.google.it/#hl=it&spell=1&q=pineale+malanga&sa=X&ei=RsZ1UNzCDMretAa_4YGAAQ&ved=0CB4QvwUoAA&bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_qf.&fp=d517551b9daa2c19&bpcl=35243188&biw=1366&bih=592

  6. Cito testualmente
    ” Il chimico Corrado Malanga asserisce che nella pineale si trovano microcristalli di quarzo, le cui caratteristiche piezoelettriche sono note: inoltre – ipotizza il ricercatore – i composti delle chemtrails potrebbero essere dispersi proprio per inibire le potenzialità dell’epifisi. Un tempo grossa come un bulbo oculare, ora le sue dimensioni sono notevolmente ridotte, mentre il fluoro, nocivo ingrediente di dentifrici, gomme, bibite gassate, acqua “potabile” etc. ne ha provocato e ne sta provocando il malfunzionamento, a causa della calcificazione. “

    • Hai colto il lato scoraggiante… ma quello che non hai colto è che forse ci si potrebbe organizzare tutti insieme per trovare un luogo adatto e “sperimentare” noi stessi a costo zero. Vedi qualche grotta, o struttura in mezzo alla natura disposta ad ospitarci per 3 giorni. È da un po che ci penso su…
      Gli elementi da tenere presente sono: lontani da campi magnetici, lontani dalla luce, foraggiati di cibo ricco di triptopfano e vitamina b, e suoni a 432Hz.
      Mi sembra abbastanza improvvisabile, a voi no?

  7. Ti dico come la penso io. Poco improvvisabile perchè esperienze di questo tipo si fanno con persone che già si conoscono. Ti pare che si possa stare al buio con estranei che magari hanno dei problemi di salute che non dicono e si sentono male per l’isolamento? Magari rischiano di mandare in aria il lavoro di tutti. Di scemi ce ne sono davvero tanti che ragionano in questo modo. La privazione sensoriale può portare a stati di malessere in quanto situazione rara per il cervello abituato a continui stimoli anche durante il sonno. P.S. la grotta in un contesto simile veniva utilizzata in alcune pratiche sciamaniche per sviluppare il potere personale. C’è più di un libro che descrive la tecnica che non è da confondere con la capanna. Premesso questo se uno avesse la possibilità di starsene per almeno 48 ore in totale assenza di luce ne scoprirebbe delle belle ma con 72 sarebbe meglio perchè la pineale produrrebbe maggiore principio attivo.

  8. Personalmente, per aiutare la Pineale, da circa un’anno assumo melatonina pura in cps da 3mg, mezz’ora prima di andare a dormire (23:00 circa), ovvero dopo la mia piccola meditazione sul terrazzo di casa, magari in compagnia di un buon cielo stellato!

    Certo che non sarà esperienziale come i 3 gg di buio, ma vi posso garantire che il giorno dopo mi alzo fresco e riposato, molte notti faccio dei sogni che credo siano il risultato di viaggi astrali ma, purtroppo, al risveglio non li ricordo bene.
    Molte volte mi sveglio alle 03:00 del mattino, mi ricordo in quel preciso momento cosa ho sognato-viaggiato, ma poi, riaddormentandomi e svegliandomi all’orario consueto (07:00), non ricordo quasi più niente.
    In tutti i casi, l’importante che ne tragga beneficio la parte subcosciente-interiore!

    L’unico sogno che, a distanza di circa 6 mesi lo ricordo nei minimi dettagli, è il famigerato sogno dell’onda, un sogno che penso frequentemente, forse perché mi ha spaventato-sorpreso abbastanza.

    Ah dimenticavo, quando dormo la notte, lo faccio nel più assoluto buio, senza neanche un fotone di luce artificiale.

    • Guarda, la melatonina l’ho provata anche io e di diversi tipi e non mi è servita a nulla. Poi ho capito il perchè. Per i fini sopracitati l’assunzione di melatonina non serve a una cippa ma serve solo e non sempre a ripristinare i ritmi sono veglia. Il mio passo successivo è stato di tentare stimolare la produzione endogena di melatonina (tramite altri prodotti erboristici) e non di assumerla già pronta. Ma non è servito a nulla dal punto di vista dei sogni. C’è da dire che sono sempre anche senza melatonina grazie a Dio. Poi è probabile che la meditazione che tu fai prima di andare a letto ti serva a supportare la sessione ipnagogica durante la notte. Infatti la melatonina da sola non fa produrre la DMT ma ci deve essere anche una predisposizione a livello neuro-elettrico creato dai giusti stai mentali e altro. Insomma a meno che tu non voglia utilizzare altri “metodi” per uscire forzatamente dal corpo che ti sconsiglio perchè oltre che essere illegali non ne permettono il controllo, avrai compreso che sognare è un dono non da poco che diamo per scontato ma non lo è ed quella cosa che ci conferma che bene o male i viaggi ce li facciamo anche se non ne siamo consci a livello logico/razionale. Concludendo il sogno dell’onda solitamente non è nulla di profetico. L’acqua è correlata all’inconscio. Lo so perchè un sogno simile l’ho fatto io poco tempo fa. Potrei anche dirti che e probabile (ma non certo ovviamente) che chi fa sogni legati all’acqua, sta lavorando con il suo inconscio.

    • @Murek:
      a proposito dei sogni, è vero che l’acqua è un simbolo dell’inconscio, come lo è delle emozioni, ma è anche vero che un sogno non necessariamente ha una sola interpretazione, ma spesso (dipende dal contesto) si può leggere a molti livelli che sono tra loro collegati.
      Insomma anche il sogno è “multidimensionale”! Perciò, sognare di un’onda può certo indicare movimenti nell’inconscio, ma può anche e contemporaneamente essere la manifestazione di una percezione a livello sottile, animico… anche perché queste percezioni solitamente transitano dall’inconscio, per il nostro tipo di sentire abituale.

  9. Sono molto interessata a tutto questo vostro discorso, ad ogni sfumatura, anche io mi sto chiedendo che differenza ci sia tra calcificazione e decalcificazione, se ne esista una interna, e una esterna. Che conseguenze abbia quella esterna. Io credo che il malfunzionamento di questa epifisi sia la chiave che spiega l’insorgere del cosiddetto attacco di panico. Non so se qualcuno è interessato a questo argomento. Saluti, Gala

    • Non credo che la pineale abbia niente a che fare con gli attacchi di panico, credo invece che abbia a che fare con lo spirito, la coscienza… infatti non è chiamato “terzo occhio”?

      • Il terzo occhio è il nome del chakra Ajna fra le sopracciglia, collegato con la ghiandola pituitaria (l’ipofisi) e non con la ghiandola pineale (epifisi).

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