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Le forme pensiero


di Salvatore Brizzi

Le forme pensiero sono entità dotate di vita propria, le quali vengono generate dai pensieri di una o più persone sullo stesso argomento. Per esempio, se noi ci mettiamo in uno stato di preghiera, ci focalizziamo su qualcosa oppure semplicemente lavoriamo insieme per uno stesso obiettivo, creiamo automaticamente un’entità sui piani sottili. Se noi diventiamo esperti e acquisiamo una buona capacità di focalizzazione, possiamo anche indirizzare queste entità verso determinati scopi. La guarigione a distanza, per esempio, utilizza questo principio. Alcune persone decidono di pensare contemporaneamente a qualcuno che ha delle difficoltà ed effettivamente riescono a inviare una forma pensiero che contiene in sé un certo potenziale di guarigione, oppure di protezione, come quando si crea un amuleto sottile che tiene lontani i pericoli da un bambino. Il fatto che la persona guarisca o meno dipende poi, come sempre, da lei stessa.

Quello che forse non tutti sanno è che ogni volta che abbiamo un pensiero ripetuto dentro di noi, di qualunque tipo, stiamo creando una forma pensiero. Per cui tutti quanti, in diversa misura, siamo dei maghi capaci di creare nuove entità sui piani sottili. La forma pensiero è una creatura nostra, per cui se abbiamo una forma pensiero elevata, creiamo un’entità elevata, se abbiamo un pensiero basso creiamo un’entità bassa, talvolta quasi mostruosa. Ma gli esseri umani, in media, per lo stadio cui sono giunti fino a oggi, non sono granché come maghi, ossia non hanno abbastanza forza per far vivere a lungo queste entità. Ed è bene che sia così perché potrebbero fare dei danni, anche gravi, come già successe ad Atlantide.

I fidanzati, per esempio, pensano continuamente al partner, per cui talvolta, nelle giuste condizioni, si può scorgere la forma pensiero del fidanzato accanto alla testa di un individuo. Dal momento che è tutto basato sulla personalità – sui bisogni e sugli attaccamenti della macchina biologica – questo fenomeno diventa un dramma, perché poi confondono la loro idea del fidanzato con il fidanzato reale e non si accorgono di stare progressivamente alimentando una forma pensiero che poi li segue ovunque e diventa una vera e propria creatura parassita.

È un parassita perché appartiene al mondo della personalità e questo fa sì che non siano in grado di gestirla e dominarla come farebbe un mago. In effetti non sanno nemmeno di averla creata. Gli esseri umani comuni non posseggono sufficiente forza per dominare le loro stesse forme pensiero, le quali non sono di per sé errate, ma diventano pericolose se non vengono dominate. Quando pensiamo alla stessa persona o argomento con una certe frequenza, la forma pensiero assume una certa autonomia e comincia a essere lei a spingerci a pensare a quell’argomento in maniera meccanica.

Gli esseri umani non si accorgono che la maggior parte dei loro pensieri si sono strutturati in potenti forme pensiero che adesso richiedono al loro creatore sempre più energia per sopravvivere. Diviene allora una situazione simile a quella della tossicodipendenza. Dopo un po’ di tempo non siamo più noi a scegliere di pensare a quella persona o argomento, bensì è lei che attira la nostra attenzione anche quando non vorremmo più pensarci. Chi ha fatto un lavoro su di sé si accorge di questo fenomeno, altrimenti una qualsiasi persona, quando va bene, al limite si accorge di avere un pensiero fisso, ma in un mondo di addormentati lo considera perfettamente normale.

Per liberarci di una forma pensiero parassita sarebbe sufficiente non fornirle più energia vitale, cioè non pensarci più, ma il problema è che quella, essendo divenuta parzialmente autonoma, farà il possibile per sopravvivere, esattamente come una qualunque altra creatura, per cui quando decidiamo di non pensarci più essa impegna al massimo tutte le sue forze per continuare a essere pensata. Dal giorno che decidiamo di smettere di fumare, il fumo diventa un pensiero ossessivo. Dal giorno che il nostro fidanzato ci lascia, il fidanzato diventa un pensiero ossessivo. Andiamo in una vera e propria crisi di astinenza. Basta sapere come funzionano le cose e si possono prendere i giusti provvedimenti.

Ogni volta che ci accorgiamo di essere schiavi di una dipendenza – una forma pensiero – la maniera più efficace per liberarsene è distrarsi, ossia cambiare ambiente, frequentazioni, abitudini, in taluni casi è necessario cambiare anche lavoro e città, che è poi il modo di procedere nel curare tossicodipendenze: la comunità. Non è infatti possibile – a meno di non possedere una forza di volontà davvero fuori dal comune (ma allora vuol dire che possedete potenzialità da grandi maghi) – liberarsi di una forma pensiero continuando a fare le stesse cose di prima e a frequentare le stesse persone di prima.

Le forme pensiero parassite

Un buon esercizio capace di incrementare la nostra consapevolezza sarebbe quello di stilare un elenco dei nostri parassiti.

I parassiti sono le nostre forme pensiero, i nostri demoni, le nostre piccole grandi ossessioni. La paura di fare una brutta figura, la gelosia, il dover dimostrare di valere qualcosa, il non riuscire a dire di no, credere che i soldi, il sesso o la politica siano “cose sporche”, la paura di restare senza soldi o senza un partner, credere ciecamente in qualcuno o in qualcosa (in una religione, nella scienza, in un’ideologia), ecc.

Tutto ciò con cui c’identifichiamo al punto da divenirne schiavi è un parassita, in quanto si sta nutrendo della nostra energia. La forma pensiero del partner è infatti una delle più diffuse: quello che all’inizio era amore – se mai lo è stato – può con il tempo diventare un’ossessione che ci sfinisce psicologicamente e fisicamente, invece di regalarci gioia.

Le forme parassite sono tutte le nostre credenze, le fissazioni, le paure.

“Per me quelli che parlano di Magia e Alchimia sono tutti dei ciarlatani.”

“Per me tutti quelli che parlano di spiritualità sono brave persone di cui fidarsi.”

“Per me la medicina ufficiale è tutta da buttare.”

“Per me la scienza è l’unica che può aiutarci.”

“Per me chi non fa la raccolta differenziata è un criminale.”

La situazione ha dell’incredibile in quanto la forma pensiero parassita deve per forza passare attraverso il nostro cervello, il che ci fa ingenuamente credere di stare pensando pensieri realmente nostri. Ossia non siamo in grado di distinguere tra ciò che è realmente prodotto da noi e ciò che invece ci passa solo attraverso. E tutte queste idee non-nostre siamo disposti a difenderle a ogni costo. E inoltre combattiamo contro chi vuole aprirci gli occhi verso un’altra veduta. Per esempio, la paura di restare senza soldi o senza un lavoro è una forma pensiero parassita, è la solidificazione di un’insicurezza esistenziale che in realtà nulla ha da spartire con i soldi. Il segreto per sbarazzarsene sta nel vivere ogni giorno la Sicurezza interiore, ossia nel manifestare una totale Fede nella Vita.

Eppure quando pensiamo al conto in banca ci sembra qualcosa di oggettivamente reale, di indipendente dai nostri stati d’animo.

Facciamo quindi un elenco di tutti questi parassiti.

Ma in che modo dobbiamo farlo? Questa è la parte più difficile: la lista va fatta con dolcezza, tenerezza, senza alcun giudizio né verso di loro né verso noi stessi.

Perché il giudizio è il nutrimento di tutte le forme pensiero.

Analizziamo bene questo punto. Una delle forme pensiero più grosse che ci portiamo appresso è l’idea che in noi ci sia qualcosa di sbagliato. L’idea che almeno sotto alcuni aspetti noi siamo fatti male, facciamo un sacco di errori, siamo dei buoni a nulla. Ci guardiamo ma proprio non riusciamo a vederci perfetti, c’è sempre qualcosa da mettere a posto. Da ciò consegue che non riusciamo a vedere perfetti nemmeno gli altri: qualcuno va bene ma qualcun altro proprio no.

È il senso di non essere mai all’altezza della situazione. Paradossalmente, se guardiamo le nostre forme pensiero giudicandole, le rafforziamo sempre di più. Per cui a un primo stadio l’esercizio consiste nel cominciare a elencare onestamente tutti i parassiti che abbiamo addosso. Le forme pensiero che non ci lasciano vivere e che noi crediamo facciano parte del nostro modo di essere. Giusto per fare il punto della situazione. Ogni modo di pensare parassita è come se fosse un velo davanti agli occhi: se ce ne sono uno o due qualcosa s’intravede ancora, ma se ce ne sono molti, non si vede più niente della realtà circostante.

A un secondo stadio, come lavoro di guarigione dovremmo metterci davanti allo specchio per qualche minuto completamente nudi e provare ad amarci. Se all’inizio non sappiamo cosa significa “provare ad amarci” non importa; quasi nessuno lo sa all’inizio. Proviamoci lo stesso. Guardarci nudi per qualche minuto non può farci male. È un fatto simbolico, perché in quel momento ci sentiremo nudi anche sul piano psicologico. Ogni particolare del nostro corpo rappresenta infatti un aspetto della nostra psiche. Per cui stiamo simbolicamente mettendo a nudo anche la nostra psiche. Sopportare la vista del proprio corpo nudo è difficile per la maggior parte delle persone. Anche in questo caso… se non ci riusciamo… nessun giudizio. Facciamolo con tenerezza. Proviamo tenerezza per ogni centimetro di cellulite o per ogni centimetro di altezza che ci manca. In questo modo infliggeremo un duro colpo al nostro parassita più grande: il giudizio.

Salvatore Brizzi
“NON DUCOR DUCO”
(“non vengo condotto, conduco”)

Fonte: www.salvatorebrizzi.com/le forme pensiero e …/forme pensiero parassite

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3 commenti su “Le forme pensiero

  1. Credo che la gente ha capito poco o niente xchè la forma pensiero e le sue regole vengono percepite sul livello di coscienza più elevato dell’umano medio. Non è loro colpa ma dell’educazione acquisita… Le persone si considerano come le emozioni… che sentono non come energia… A me é molto piaciuto l’argomento. GRAZIE🙂

  2. Mi piace vedere che condividiate gli articoli di Brizzi, che fino ad ora è uno dei miei massimi “aiutanti” nel “Vivere Il Momento”.

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