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La coscienza individuale è la chiave del vero cambiamento


p-change-consciousness-featEccoci ad uno degli interrogativi cruciali su cui siamo chiamati a riflettere in quest’epoca di transizione verso una Nuova Era di cambiamento. Già, proprio questa – “cambiamento” – è la parola chiave su cui s’imperniano le logiche opposte dei protagonisti: da una parte, la coscienza nascente di quelli che marciano spediti verso nuovi paradigmi sociali; dall’altra, il vecchio sistema i cui paradigmi si dice siano in caduta libera.

Esiste la possibilità che alcuni dei cambiamenti che stiamo vivendo oggi non siano transienti verso la nuova coscienza, ma siano solo simulazioni di vecchi paradigmi che cambiano forma, travestendosi da futuristici e libertari ma rimanendo sempre protesi all’asservimento dell’umanità? Se sì, come facciamo a distinguere i cambiamenti verso l’autentico Nuovo dai semplici “contentini” indotti dal sistema, specchietti per le allodole per i risvegliati “newbie”, tanto facili agli entusiasmi?

Su questo snodo cruciale verte la profonda riflessione di Viator (autore dell’articolo di cui state leggendo la nostra prefazione) che ci accompagna in una ricerca per distinguere le profonde differenze fra la natura della vera pace, libertà e prosperità del genere umano dalla natura della falsa pace controllata molto somigliante a quella che nel Libro dell’Apocalisse precede anni di alienazione ben peggiori di quelle attuali. L’articolo che segue è una campana “diversa” e forse scomoda, ma davvero utile per affrontare il Nuovo che avanza armati degli “anticorpi” del discernimento consapevole.

pp-cambiamentoTentati di rispondere a quello che forse è il quesito esistenziale più importante di questi tempi, diciamo che la differenza sta nella fonte della coscienza che muove il cambiamento. Sono gli uomini, che assorbono le energie sovradimensionali, evolvono in coscienza a livello individuale e manifestano un nuovo proposito nella vita collettiva? O è una qualche forma di governo istituzionalizzato che concede benignamente libertà a coloro che, ancora in preda al dualismo, sono pronti a marciare trionfanti sulle ceneri di un nemico che simula lo stato di morte apparente?

Dal punto di vista individuale il cambiamento sarà autonomo o eteronomo? Non può esservi VERO cambiamento a livello sociale se non c’è prima un cambiamento profondo nelle coscienze individuali. Dovesse mancare questo requisito, allora siamo legittimati a guardare con la necessaria cautela e il giusto discernimento – senza prediudizi, nè in un senso nè nell’altro – a tutto ciò che nel mondo appare come “nuovo”. È richiesto ai dotati di giusto senso di ponderazione di guadagnare una maggior profondità analitica, basando le proprie considerazioni non più solo sul “Cosa accade?” ma sul “Come accade?” e soprattutto sui vari “Perchè accade?”.

Se la libertà fosse qualcosa da da regalare, oggi sarebbe fruttuoso offrirla soltanto a coloro che sono preparati a riceverla, coloro che l’hanno ricercata e desiderata e che, dentro di sè, ne hanno già costruita un’immagine ben definita. Tanto più lo strumento è potente, tanto più consapevole deve essere la mano che deve maneggiarlo. L’emancipazione interiore della coscienza umana è la chiave per accedere ai Nuovi autentici paradigmi sociali. E quando i nodi vengono al pettine, ci ritroviamo ancora una volta ad ammettere che sia la coscienza umana il terreno migliore da coltivare oggi.

È in quest’ottica che vi presentiamo il seguente monito dal titolo originale “10 contentini per i sudditi del Nuovo Mondo” tratto da www. anticorpi.info e raccogliamo volentieri il vostro pensiero nella sezione commenti.

Lòthlaurin

10 contentini per i sudditi del Nuovo Mondo

p-obamadi Viator

Qualsiasi finta rivoluzione politica, sociale, economica, tecnologica progettata e attuata dal Potere per condurre il gregge da un punto A ad un punto B è stata ‘venduta’ alla collettività tramite la concessione di apparenti benefici e conquiste sociali che in seguito si rivelavano invariabilmente niente altro che contentini.

Nella antica Roma, il generale Marco Licinio Crasso fingendo di combatterla orchestrò in prima persona la rivolta degli schiavi, allo scopo di smantellare la vigente repubblica; la rivolta, consumatasi con l’attivo supporto delle classi sociali più umili, speranzose in un futuro più equo, contribuì in effetti a provocare la caduta della repubblica, tuttavia finì per condurre ad una dittatura… schiavistica.

La rivoluzione industriale donò alla popolazione contentini quali la elettricità e l’acqua corrente, ma la espropriò della vita libera a contatto con la natura, segregandola nel grigiore delle città e assoggettandola al ricatto del debito.

La rivoluzione borghese introdusse il contentino del voto democratico, con il quale le oligarchie attraverso i fantocci dei rappresentanti eletti dal popolo si scrollarono di dosso le responsabilità derivanti dalle loro azioni tiranniche. La rivoluzione russa illuse i lavoratori di avere assunto il comando del loro paese, ma finì per assoggettarli alla solita becera dittatura.

La rivoluzione fascista fece leva sul legittimo malcontento e le ambizioni di una parte della nazione italiana, promettendo un futuro di grandezza e prosperità, ma finì per condurre alla instaurazione di una dittatura dai connotati hegeliani e a scaraventare il Paese nella seconda grande guerra, provocando molte tragiche conseguenze che continuano ad echeggiare nel presente. La dittatura fascista poté inoltre essere facilmente demonizzata, combattuta e spodestata dalle forze anglo-americane, che riuscirono a legittimare la occupazione permanente di un paese sovrano (di elevata rilevanza geopolitica) senza essere percepiti da opinione pubblica e storiografia come invasori, bensì come salvatori, tutori della democrazia. Successe allora con gli Alleati ed i partigiani, continua a succedere oggi in Africa e Medio Oriente con la Nato ed i ‘ribelli’ delle varie primavere arabe.

Gli anni della contestazione giovanile e del femminismo grazie ai contentini della emancipazione giovanile e femminile diedero inizio alla opera di distruzione della famiglia tradizionale (v. punto 7) e posero le basi degli attuali conflitti generazionali (anche grazie al contributo della psicanalisi che tirò fuori dal cilindro luoghi comuni come il ‘complesso di Edipo’) e sessuali; crearono il cliché della ‘falsa ribellione’ ed indussero le nuove generazioni a disprezzare i propri genitori per lasciarsi educare dai miti propagati dal sistema dei mass media e della cultura pop.

Alla luce della gran mole di movimenti attivistici e partiti politici sorti come funghi per descrivere e anticipare una radicale soluzione di continuità rispetto al passato, e degli effettivi cambiamenti che stanno stravolgendo il mondo occidentale dopo decenni di sostanziale calma piatta, non è un delitto immaginare che questa Nuova Era, all’atto della sua instaurazione, porterà con se alcuni contentini sociali con cui chi comanda farà in modo di indorare al cittadino medio la pillola dei ‘nuovi paradigmi’.

Proviamo a immaginare di cosa potrebbe trattarsi.

1. Democrazia Diretta

pp1-democrazia-partecipativaAi tempi della monarchia era sempre ben individuabile il responsabile delle politiche di un paese. Quando le cose andavano male, la popolazione poteva presentarsi – forconi alla mano – sotto il palazzo reale. Quando le cose andavano male la esistenza del re e dei suoi reali congiunti diventava molto difficoltosa; i semplici atti di cibarsi, dormire o uscire di casa finivano per diventare una sorta di avventura piena di insidie. Dunque gli stessi re nutrivano interesse affinché la maggioranza dei sudditi non sviluppasse sentimenti di odio e repulsione nei confronti dello status quo. Con la rivoluzione francese fu introdotta la democrazia rappresentativa.

Da quel giorno ogni responsabilità politica fu scaricata sui ‘rappresentanti’ del popolo, ed ogni sentimento di odio e repulsione nei confronti dello status quo fu dirottato per metà contro i governi espressi delle maggioranze parlamentari, e per metà su quella parte di cittadinanza che con il proprio voto (ovviamente segreto) aveva dato mandato a una precisa fazione politica di governare il paese, fino a scadenza della legislatura.

Ora, non è difficile immaginare che se si instaurasse la tanto evocata ‘democrazia diretta’, le responsabilità politiche di cui sopra cesserebbero di ricadere su qualcuno in particolare, e finirebbero equamente distribuite su ogni singolo cittadino; in altre parole, ricadrebbero su tutti e nessuno. Nessun responsabile, dunque una grande libertà di manovra per chiunque fosse eventualmente in grado – tramite la solita, ormai nota letale combinazione di immoralità e capacità finanziaria – di manomettere gli esiti delle votazioni. Ecco a voi il divide et impera elevato alla ennesima potenza.

2. Reddito di Cittadinanza

pp2-reddito-cittadinanzaSempre più frequentemente si fa riferimento alla istituzione di un reddito minimo garantito per tutti i cittadini, compresi quelli che non lavorano. Iniziativa condivisibile e auspicabile a condizione che non contempli strani vincoli di fruibilità. Se – ad esempio – la fruizione del reddito di cittadinanza fosse subordinata al possesso di una carta di debito, di un chip NFC o un chip corporeo (per praticità amministrativa), una simile innovazione perderebbe parte dei connotati benigni tradendo una natura strumentale finalizzata alla soppressione del contante, quindi allo asservimento ancora più netto del cittadino da parte dei poteri finanziari.

3. Incandidabilità dei condannati

pp3-incandidabilità-condannatiIn un mondo perfetto, la non candidabilità politica di chiunque si macchi di gravi reati sarebbe sacrosanta. In un mondo come il nostro, per natura dominato dalla paura e dalla avidità, una simile condizione finirebbe inevitabilmente per favorire i soliti ignoti, dal momento che ogni potere occulto degno di tal nome sarebbe del tutto in grado di minacciare o corrompere il poliziotto o il magistrato compiacente di turno affinché si adoperi per stroncare le velleità di ogni potenziale candidato ‘scomodo’. Della serie: chi controlla i controllori? In altre parole, ho il sospetto che chi si batte per la introduzione della incandidabilità dei condannati stia lavorando inconsapevolmente per facilitare la vita dei soliti ignoti.

4. Riduzione del numero dei parlamentari

pp4-riduzione-parlamentariUn’altra battaglia politica attualmente in corso è quella circa la riduzione dei seggi in parlamento, e perfino la soppressione di una camera parlamentare. Le motivazioni ufficiali tirano in ballo i costi della politica e la maggiore governabilità ed efficienza di un sistema ‘snello’. Anche qui, nulla da ridire dal punto di vista teorico e di principio. Tuttavia se la si esamina più prosaicamente, non è difficile comprendere come una simile innovazione finirebbe per danneggiare il popolo, contribuendo a soffocare gli ultimi barlumi di eterogeneità democratica, già agonizzante dopo la introduzione del bipolarismo, destinato ad essere soppiantato dal bipartitismo. È una questione statistica: meno teste ci sono, più è semplice il loro controllo ed indirizzamento.

Quando nel 2008 nel nostro Paese ebbero luogo le elezioni politiche, e all’orizzonte si prospettava la ratifica del Trattato di Lisbona (attuata nella estate del 2009 a totale insaputa della nazione, complice la ‘sbadataggine’ della cosiddetta informazione), una ben strana coincidenza volle che dopo mezzo secolo di presenza costante sui banchi del parlamento, le ali estreme della politica italiana – avverse o molto critiche nei confronti del Trattato – restassero inopinatamente fuori dai giochi. Ovviamente simili espedienti non possono essere adottati a piacimento, in quanto alla lunga rischierebbero di minare la incrollabile fiducia che il cittadino medio ripone nella cosiddetta democrazia. Di conseguenza nei piani dei burattinai urge l’adozione di riforme che siano in grado di ridurre il rischio di incappare in personalità dissenzienti. La riforma del potere legislativo potrebbe essere una di esse.

5. Legalizzazione delle droghe leggere

pp5-legalizzazione-cannabisChi di voi si è chiesto come mai per prelevare un pacchetto di sigarette dai distributori automatici, da qualche tempo sia obbligatorio l’inserimento della propria tessera sanitaria? Per impedirne l’acquisto ai cittadini minorenni? Possibile. Tuttavia dando per scontata la ormai imminente privatizzazione del settore sanitario – molto perseguita dai poteri forti anche tramite la attuale finta ‘crisi economica’ – è immaginabile che sia in atto una vera e propria schedatura dei cittadini fumatori. A che scopo? Molto probabilmente per fornire una motivazione alle compagnie assicurative nel momento in cui si rifiuteranno di accordare una adeguata copertura economica alle terapie da prestarsi ai cittadini dalle abitudini provatamente ‘insalubri.’

Fateci caso: la stigmatizzazione delle abitudini insalubri è iniziata da anni, e prosegue con veemenza. Questi amabili filantropi sembrano tanto preoccupati per la nostra salute quando si tratta di vietare il fumo nei locali pubblici o stampare frasi ad effetto sui pacchetti di sigarette, o proporre di tassare le bibite gasate, tuttavia non battono ciglio di fronte alle porcherie commesse quotidianamente sotto i nostri occhi con le scie chimiche ed i vari livelli di inquinamento ambientale e alimentare. Come si spiega questa doppiezza? Io la spiego con una sola parola: colpevolizzazione. Come laboriosi muratori stanno edificando il luogo comune secondo cui chiunque non si omologhi a un rigido regime di ‘salutismo’ non meriti di essere curato con il medesimo dispiego di mezzi e fondi concesso ai cittadini diligenti.

Una volta abolito il denaro contante ogni nostro acquisto birichino, dalle sigarette ai dolciumi, al trash food, alle droghe non omologate, sarà registrato e potrà essere sfruttato per negarci (o ridimensionare fortemente) la copertura assicurativa per fini terapeutici. Non si può negare che una simile iniziativa costituirebbe un bel risparmio economico per le assicurazioni, il tutto con la approvazione del clan dei cittadini salutisti. Molto probabilmente fu in questa ottica che anni fa nel codice stradale fu introdotta la obbligatorietà di caschi e cinture di sicurezza, ed è in questa ottica (oltre che in ottica erariale) che si inquadrerà la eventuale legalizzazione delle droghe leggere, per accedere alle quali potrebbe essere resa obbligatoria la schedatura in appositi registri. Gettata la lenza, i pesci abboccheranno.

6. Fine Vita

pp6-eutanasiaFino a qualche tempo fa era denominata ‘eutanasia’; oggi la chiamano ‘fine vita’, probabilmente per un fatto comunicativo. Sta di fatto che anche in merito a tale politica ‘progressista’ è difficile non scorgere la longa manus di globalisti ed assicurazioni che si preparano ad amministrare la copertura finanziaria della sanità privata di massa. Escludere dalle spese risarcitorie il mantenimento in vita dei pazienti versanti in stato (cosiddetto) ‘vegetativo’ o di (cosiddetta) ‘morte cerebrale’ costituirebbe un notevole risparmio per costoro. Non è il caso di soffermarsi in questo post sulle implicazioni etiche e spirituali del fenomeno; né sui potenziali sviluppi verso cui la legalizzazione e regolamentazione della eutanasia potrebbe condurre a medio – lungo termine.

Basti sapere che la scienza non ha mai provato la irreversibilità né degli stati vegetativi, né delle morti cerebrali. La scienza ha provato invece l’esatto opposto (Link – Link – Link – Link). Lascio a voi le conclusioni in merito a chi gioverebbe realmente tale ‘misericordiosa’ e ‘civile’ politica finalizzata al ‘distacco della spina’.

7. Matrimoni e adozioni gay

pp7-matrimoni-gayDa che mondo è mondo il principale strumento di difesa del singolo cittadino nei confronti delle autorità costituite è stato il clan di consanguinei, la famiglia, il casato. Fintanto che un singolo individuo possa contare su un ampio gruppo di consanguinei pronti a difenderlo dai soprusi del potere ed a prestargli supporto economico per non farlo soccombere al ricatto del debito, esso non può dirsi isolato ed in balia dei poteri finanziari. Nelle famiglie tradizionali i bambini crescevano all’interno di un ambiente caloroso e attento, e potevano costantemente contare sul supporto delle loro madri (principali figure di riferimento, indispensabili per lo sviluppo psicologico del bambino) e dei nonni.

Oggi vengono affidati a badanti e nidi che per quanto onesti e professionali possano essere, non potranno mai sostituire adeguatamente la figura materna. Per non parlare delle dosi massicce di televisione e videogiochi somministrate ai bimbi ad ogni ora del giorno, e con cui molti genitori pretendono di sopperire alla loro assenza. I risultati di tale abbandono in tenerissima età mi sembra siano sotto gli occhi di tutti. Si rispecchiano in molte patologie psichiche moderne un tempo assenti, nella coltivazione di valori sballati ed antisociali e nella progressiva atomizzazione degli individui, sempre più isolati, immaturi, violenti e dipendenti dai mille palliativi offerti dal mercato. Inoltre ‘famiglia’ vuol dire ‘figli’, e ‘figli’ significa sovrappopolazione: una ‘piaga’ che i globalisti proprio non riescono a digerire (v. correlati ed il punto 9).

È proprio per queste (ed altre) ragioni che i tromboni che tirano i fili al mondo, da ormai mezzo secolo sono impegnati a manipolare l’economia e la cultura di massa con l’ormai evidente obiettivo di ridimensionare, screditare ed in ultima istanza far cadere in desuetudine l’antico istituto della famiglia tradizionale. I luoghi comuni del divorzio al primo intoppo, del femminismo, del figlio unico, dello status da ‘single ad oltranza’ (di cui chi scrive è vittima) non sono piovuti nelle nostre menti per una fortuita casualità. Il graduale processo (culturale, sociale) di femminizzazione dei cittadini di sesso maschile e di mascolizzazione di quelli di sesso femminile a cui da molti anni si sta assistendo rientra tra i primi motivi della incomunicabilità sorta a complicare i rapporti tra i due sessi, e non è stato casuale, tanto meno naturale, né è dipeso da una tendenza scaturita dal basso. Chi nutre dubbi al riguardo è invitato a ripercorrere con la mente sgombra da pregiudizi l’andazzo culturale e mediatico degli ultimi decenni.

Proprio come nel caso della crociata contro il fumo parallela al lassismo con cui si consente alla industria di avvelenarci quotidianamente, è necessario chiedersi se il potere (quindi i mass media che ne sono espressione) abbia realmente a cuore i diritti ed i sentimenti degli omosessuali, o se invece le istanze degli omosessuali siano strumentalizzate per perseguire altri obiettivi. È possibile che chi continua a dipingere come  legittime le guerre a cui l’Italia si accoda, chi digerisce come una cosa normale un golpe politico come quello del 2011, chi continua a descrivere come accettabile la attuale classe dirigente, chi non apre bocca sul fenomeno delle scie chimiche, di contro sia invece sinceramente interessato alla tutela di una particolare categoria di cittadini?

Nel mio piccolo non nutro alcun pregiudizio nei confronti delle persone omosessuali. Sono convinto che ognuno abbia non solo il diritto, ma il dovere di perseguire la propria realizzazione in qualsiasi modo (civile e pacifico) ritenga opportuno. Di contro, credo che ognuno debba assumersi le proprie responsabilità politiche nei confronti del tipo di società che lascerà in eredità ai posteri. E che in taluni casi sia dovere morale di ogni cittadino osservare il motto ubi maior minor cessat, anche quando ciò comporti una grande sofferenza e sacrificio individuale. Una eventuale introduzione del matrimonio e delle adozioni gay, unitamente alle altre mutazioni sociali elencate nel paragrafo precedente, alla lunga non potrebbe che nuocere ai singoli individui (di qualsiasi orientamento sessuale) e a quel briciolo di libertà rimasto nella società, in quanto concorrerebbero alla estinzione della malmessa famiglia ‘di sangue’, che – come già accennato – rappresenta un fondamentale baluardo in favore dei singoli cittadini, contro lo strapotere del grande fratello.

8. Riapertura delle case chiuse

pp8-case-chiuseTra i dieci ipotetici contentini elencati in questo articolo, credo si tratti del più innocuo, sebbene la sua introduzione servirebbe a coadiuvare l’azione di quelli più pericolosi. I controlli sanitari periodici scongiurerebbero molti ricoveri per malattie a trasmissione sessuale, il tutto a vantaggio delle assicurazioni. Inoltre – proprio come nel caso delle droghe leggere – un simile provvedimento susciterebbe l’emersione del lavoro nero che regola il settore e condurrebbe a nuovi introiti fiscali che solo in Italia sono stimati intorno ai 3-5 miliardi di euro annui, con gran goduria da parte di governi e banche. Per finire, la ‘normalizzazione’ del sesso a pagamento, all’interno di una società come quella contemporanea, costituirebbe l’ennesimo bastone gettato tra le ruote della famiglia tradizionale.

9. Connettività gratuita

Global communications, AmericaIdeologi e filosofi transumanisti inseguono un futuro in cui l’intera comunità umana sia permanentemente interconnessa con l’ausilio della tecnologia. Un simile conseguimento getterebbe le basi per la realizzazione della cosiddetta mentalità da alveare, una cultura in cui tutti i cittadini vivano, pensino e lavorino come miriadi di singole parti di un unico organismo sistemico, sotto lo sguardo rapito e compiaciuto di coloro i quali si sono auto-proclamati ‘padroni del mondo’. Legioni di individui omologati, alienati e privi di ambizioni individuali, pronti a servire la causa comune senza porsi domande e senza discutere gli ordini piovuti dall’alto, in nome del sistema, ribattezzato all’uopo: collettività.

Il primo passo verso tale arido obiettivo è coinciso con la introduzione del web e della ‘filosofia’ dei social network. Il secondo contemplerà l’evoluzione del web in qualcosa di persistente, una sorta di estensione delle capacità cognitive e comunicative di ogni cittadino attraverso i dispositivi indossabili ed impiantabili a connettività permanente. Si introdurranno nuovi protocolli di comunicazione mobile estremamente più efficienti e veloci di quelli attuali e probabilmente si procederà a coprire ampie porzioni di territorio con il segnale ‘wi-max’ concesso a prezzi esigui o del tutto gratuitamente Il wi-max altro non è che una connessione wi-fi ad ampio raggio. Mediante questa tecnologia anche coloro i quali non avessero voluto o potuto aggregarsi alla comunità dei cittadini ‘connessi’, finirebbero per lasciarsi ‘irretire’. Dopo la eventuale abolizione del contante il wi-max consentirebbe ai cittadini di ricevere ed effettuare pagamenti elettronici mediante smartphone, tablet, occhiali a realtà aumentata e chip corporei. Comporterebbe i medesimi rischi per la salute della tecnologia wi-fi, estesi però alla intera popolazione. Concorrererebbe alla opera di sterilizzazione di massa attualmente in corso, e la gente – se non adeguatamente sensibilizzata – lo accoglierebbe come un fatto di civiltà e di cultura.

10. Free energy

pp0-free-energyEccoci giunti al capolinea di questa carrellata di ipotesi. Come abbiamo visto, per buona parte non si tratta di innovazioni intrinsecamente dannose, eppure esiste il rischio che all’atto della loro concretizzazione possano assumere una connotazione negativa, in quanto collocate all’interno di una società dominata dal materialismo, dagli istinti territoriali e di conservazione, e dalla paura. Soprattutto il progresso scientifico/tecnologico, è improbabile che quaggiù si porrà mai realmente al servizio del bene collettivo; purtroppo costituirà sempre un’arma che i pochi sfrutteranno per soggiogare i molti. Un’arma che con il passare dei decenni sta via via potenziandosi e perfezionandosi, e che nei prossimi anni potrebbe infliggere il colpo di grazia alla libertà di questa umanità già quasi del tutto alienata.

Prendiamo la cosiddetta ‘free energy’, cioè una eventuale fonte di energia ecologica, gratuita ed inesauribile capace di ripulire l’ambiente e sgravare l’umanità del fardello delle spese di approvvigionamento energetico. Sembra che già il fisico Nikola Tesla quasi un secolo fa avesse trovato il modo di sfruttare l’energia ‘eterea’ mediante la cosiddetta ‘elettro-pulsione.’ Oggi Mehran Keshe, fisico iraniano a capo della omonima fondazione con sede in Belgio, afferma di avere sviluppato un insieme di soluzioni che consentirebbero di compiere viaggi nello spazio a basso costo e di rivoluzionare l’accesso alla energia.

Ciò detto, ben vengano simili soluzioni capaci di restituirci un po’ del tempo perso a svolgere lavori alienanti per far fronte alle spese quotidiane. Tuttavia è necessario tenere presente che i progetti descritti al punto 9 saranno definitivamente coronati solo quando l’intera comunità mondiale sarà ‘connessa’ alla rete, fattispecie che potrà verificarsi solo nel momento in cui ogni singola sparuta località del pianeta – comprese quelle più povere ed arretrate – sarà messa nelle condizioni di accedere alla energia elettrica. Ecco una chiave di lettura distopica della eventuale introduzione di questa tanto attesa  fonte di energia gratuita.

Per concludere, non scordiamo che mentre da un lato (si dice) staremmo dirigendoci verso l’energia libera, dall’altro alcune potenti organizzazioni stanno adoperandosi per privarci della libertà di coltivare il nostro cibo e di possedere una privacy, limitazioni ben più gravi dell’accesso alla elettricità tramite pagamento. Perciò bando ai facili entusiasmi, teniamo occhi e mente ben aperti e assicuriamoci che poche innovazioni ‘positive’, introdotte per indorarci la pillola della nuova era, non oscurino molte altre innovazioni tutt’altro che benigne.

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16 commenti su “La coscienza individuale è la chiave del vero cambiamento

  1. Salve, scusate il mio ripetitivismo….
    Approvo molto, quanto detto quassù, era ciò che da sempre intuivo ed intuisco.
    Mi ricorda quella nuova matrix di 4°D, quella, un po’ migliore della 3°D ma pur sempre una matrix, una gabbia… il regno dei contentini!
    Ne sono consapevole di tale pericolo… ma sento di dire anche, che fermo restando la veridicità della teoria sulle timelines A e B, (per me l’unica valida rimasta) nulla o pochissimo, di giusto per ognuno di noi, potrà essere messo a punto o posto in essere, finchè resteremo in questo limbo/pianeta/ibrido A/B, finchè saremo ancora influenzati dai deleteri effetti della timeline B e dei suoi autoctoni abitanti e sostenitori…
    Mi dispiace se sembro pessimista ma, costruire ancora qui, è come costruire sulla sabbia… l’unica cosa che ci rimane da fare è costruire dentro di noi, solo così, a mio parere, potremo consolidare le nostre fondamenta nella pura timeline A.
    Ma mi chiedo, ancora con molta mia ignoranza… ma perchè chi è già più che pronto ad andare in A, ovvero nella vera Gaia A, già pronta ed operativa… perchè ancora è costretto a restare qua, o perlomeno perchè non può già avere là, le sue radici stabili, senza subire le iniquità della via B?
    È vero, vado notando che per tali individui, pronti a consolidarsi in A, le difficoltà della vita diminuiscono ma a volte non sempre…
    Lo vivo su di me, io sono una, che ha scelto vivamente la timeline A.
    È giusto continuare a tentare di costruire qualcosa di buono già a partire da qui, anche sul piano materiale, ma dobbiamo tenere in conto che ogni cosa si tenterà o si farà, qui in pianeta ibrido A/B, essa avrà un suo lato ombra e potrà ritorcersi su di noi, perchè finirà inevitabilmente in mani sbagliate.
    Finchè vivremo in un mondo duale, avremo questo problema.
    L’unica cura a tutto questo è senza dubbio la Crescita Individuale!

    Con questo commento, non voglio scoraggiare o evangelizzare nessuno, lo commento perchè desidero dare il mio pensiero o ottenere qualche nozione in più.

    Ciao😉

  2. Che la coscienza e la crescita individuale siano tutto, questo è indubbio! Purtroppo vedo che tante persone si stanno risvegliando ma, secondo me, non è la massa e devo dire che io stessa (se voglio essere sincera), nonostante tanti anni di lavoro, non riesco sempre a passare ad una vibrazione superiore.
    Anche io sarei pronta ad entrare in un’altra Terra, ma lo sono solo mentalmente, sul pratico mi ritrovo a sbagliare ancora tanto. Me ne accorgo, ma questo non basta.
    Questo discorso è per rispondere a Tuli, vorrei dire a lei e a tutti quelli che si sentono pronti, di guardarsi veramente bene dentro, di essere onesti fino in fondo e, se siamo ancora qui, significa che non siamo ancora pronti!! Io per prima!!!
    Un caldo abbraccio

  3. Finalmente un grande lavoro per allargare la coscienza… anche se qualche programma può essere benefico bisogna prestare attenzione a chi lo GESTISCE! A proposito del fumo mi è sorta la domanda:”Ma chi produce tabacco non fa parte dei soliti? Non potrebbe averne a male di iniziative controproducenti? Poi ho capito: qualunque tentativo di ridurre il numero dei fumatori non minerebbe gli interessi di tali aziende, i fumatori continuerebbero ad esser tali. È veramente geniale chi ci governa, veramente geniale. Riusciremo a ritrovare noi stessi prima di perderci? Grazie dell’aiuto.

  4. Non sono d’accordo praticamente su nulla e le premesse storiche di quest’articolo sono distorte. Ma limito le mie considerazioni al fatto che, per quel che ho visto, la coscienza individuale non è esente dagli stessi pericoli; e non si sviluppa in modo asettico ma attraverso la continua azione e reazione, il costante confronto dinamico, con quel che abbiamo intorno, che siano relazioni e/o contesti sociali ed economici. In più tutto il processo va mantenuto sotto continua verifica in quanto è molto facile prendere una direzione per un’altra e convincersi di star facendo passi avanti quando in effetti si stanno continuando a mettere in scena dei meccanismi irrisolti (un buon esempio sono i canalizzatori, di cui si è già parlato); insomma ogni esito può venire distorto. Questo perciò non ci esime dal cercare di mettere in pratica il cambiamento, come possiamo, ma ricordando di tenere sempre gli occhi aperti, “fuori” e “dentro”.

  5. Se vogliamo, il discorso è molto semplice ed è riassumibile così: non importa tanto quale sia l’innovazione (tecnologica o sociale) che introdurremo, e probabilmente non importa nemmeno chi sia davvero ad introdurle; importano piuttosto le mani di chi le riceverà, e questo i “poteri forti” lo sanno molto bene.
    Finchè la massa (in cui mi ci metto anche io, che probabilmente salterei di gioia all’introduzione di uno qualunque dei contentini proposti nell’articolo) continuerà a sentirsi parte di questo schema sociale sempre più vincolato da catene sempre meno visibili, globale e pericoloso, nessuna “innovazione” sarà davvero utile alla prosperità della Terra e dei suoi abitanti.
    C’è sempre più spinta a sentirsi “noi”: Noi italiani, noi indignados, noi salutisti, noi cybernauti, e così via. La rivoluzione è essere IO a prescindere, e non è una questione di egoismo: ogni persona che riuscisse ad essere SEMPRE espressione del proprio Io, sarebbe automaticamente espressione del Tutto, e allora le innovazioni non potrebbero essere in alcun modo dei contentini, e le forze manipolatrici non avrebbero più terra da arare a piacimento.
    O sono un po’ semplicistica io?

  6. Concordo con Yayalab, che mi ha preceduto nel pensiero, io avrei detto il punto è nella responsabilità del singolo, un bastone è un bastone, posso usarlo per aiutarmi nel cammino o per darlo sulla testa a qualcuno.
    Comunque il punto di svolta per un vero cambiamento non lo avremo con nessuno dei contentini sopra citati, l’articolo mi sembra come uno studioso che cerca di comprendere il volo di un uccello senza essersi accorto dell’esistenza dell’aria, il cambiamento reale ci sarà quando lo strumento che oggi come oggi tirannizza le nostre relazioni diverrà virtuoso, ovvero quando il denaro non sarà più mezzo di oppressione e violenza ma un mezzo di scombio coscenzioso, dove non ci sarà spazio per nessun parassita e dove tutti avranno egual diritto d’accesso il che non significa in egual misura, personalmente per esempio so benissimo che se possedessi io come singolo un miliardo di dollari, creerei senza dubbio spreco o come minimo ristagnazione, ed infine dove nessuno posso vantarne una qualsiasi forma di particolare diritto, stato compreso, esettamente come il sangue che ci circola nelle vene.

  7. Lòth, ti “giro” questo appello che sta circolando in rete…
    Mi affido a Te e alla Tua Consapevolezza per una sua pubblicazione o meno anche da parte di Hearthaware.
    Per quanto mi riguarda credo che unirci Tutti con un Intento Comune sia, già, di per se, un ottima prerogativa per iniziare a Creare (Tutti Insieme) una Nuova Era.

    Con Amore e Spirito di Servizio,
    Franca
    Grazie a Tutti!

    “Condividiamo con voi questa manifestazione
    Il 25 Febbraio il primo cortocircuito

    Buongiorno,
    non mi presenterò a voi con la maschera di V… non vi farò proclami sulla Libertà e non farò un’analisi dell’epoca che stiamo vivendo.
    Non vi chiederò di attaccare il sistema, ne vi chiederò se e chi voterete alle prossime elezioni.
    Vi chiedo solo un piccolo gesto dimostrativo, innanzitutto verso noi stessi, poi verso chi si appresta a governarci.
    Il 25 febbraio dalle 21:00 alle 24:00 generiamo il primo piccolo cortocircuito nazionale.

    Il 25 Febbraio dalle ore 21:00 alle 24:00 stacchiamo la spina.
    Teniamo spente tutte le luci di casa, i cellulari, le tv, i pc, i mezzi di trasporto. Non utilizziamo bancomat, carte di credito o banche on line. Disattiviamoci dal sistema per tre ore.
    Accendiamo delle candele e mettiamole alle nostre finestre, come simbolo dell’ultimo lume di speranza prima che il vero cortocircuito, fra popolo ed istituzioni, si concretizzi e ci faccia piombare nell’oscurità totale.
    Un semplice gesto che, se adottato da molti, potrebbe dare un segnale concreto, visibile a tutti, soprattutto a chi di dovere.
    Un gesto per unirci senza conoscerci o incontrarci. Un gesto per dire, questo è il popolo unito non per Costituzione, ma per stanchezza… attenzione altrimenti staccheremo la spina definitivamente.
    Tre ore di blackout, un semplice messaggio rivolto a tutti, politici, mass media e finanza.
    Fate girare in rete, sul posto di lavoro, nei vostri condomini, nei vostri quartieri.”

    • Grazie Franca. Per il 25 e 26 febbraio si sta organizzando un’iniziativa simile ma alquanto più “concreta” per il sistema… stay tuned… prossimamenti su questo canale…

    • Interessante questa iniziativa da chi viene? Potete postare gli autori anche dell’altra citata da Lòthlaurin? Grazie.

      • Mi è arrivata direttamente da un altro sito.
        Non ho ritenuto di pubblicarne l’indirizzo, ma solo il contenuto.
        Se vuoi ti mando i dettagli in pvt.,
        ciao!

  8. Trovo questo discorso estremamente riduzionista e senza nessun tipo reale di proposta per il futuro. Mi viene solo da dire… e allora? quali proposte ha da fare dato che le sentenze le ha già emesse tutte?
    Sento ultimamente tantissime parole, senza nessuna vera proposta costruttiva che impieghi una logica onnicomprensiva dell’altro, delle sue ragioni e dei suoi punti di vista. Questo uccide il dialogo, uccide la speranza è solo dietrologia spicciola. Personalmente ne ho abbastanza di questo tipo di discorsi populisti, e pressapochisti. Poichè lasciano il tempo che trovano.
    È molto facile parlare quando la propria visione è cosi limitata… che ci vuole a sparare a zero su tutti e tutto. Nulla! È facilissimo. Ma proporre soluzioni serie, fattibili… è un tantino più difficile. Occorrono competenze che spesso non si hanno o si spacciano solo i avere. Non è cosi difficile da comprendere dove si vada a parare con questi discorsi.

    Chi ha scritto l’articolo comunque non è certo da condannare ne è il mio intento farlo. Semmai sono contrariata da questo tipo di pressapochismo intellettuale che oramai ci sommerge come un ondata di piena. Non importa chi lo usa.
    Trovo francamente banale questo tipo di discorso e poco attento verso tutti coloro che si sforzano realmente di cambiare questo nostro mondo con impegno e dedizione. Fosse tutto facile non avremmo da estinguere un karma. Ma il pianeta ha un karma, come ce l’hanno le nazioni e le persone. Quindi ce una causa ed un effetto che ci lega, tutti. Almeno fino ad oggi e stato così. E dubito che lo si estinguerà in pochi decenni. Occorreranno secoli. Gradualmente lo estingueremo grazie al lavoro compiuto da tutti… ma per questo occorre tempo!

    Una cosa ho imparato nella mia vita, ed è una regola che continuerò a seguire, se voglio che il mio piccolo mondo cambi, devo agire in prima persona, per effettuarlo. Non affidarmi a parolai esperti, in qualsiasi campo si muovano. La responsabilità e sempre individuale. Il cambiamento avviene sempre prima in noi, questo è lo scopo del processo. E nostro sarà sempre il modo in cui vogliamo vivere in futuro. Il futuro ci interessa cosi tanto da dimenticare che dobbiamo prima vivere il presente? Credo che si dovrebbe parlare più del presente, poichè il futuro siamo Noi in azione!

  9. É piú sensata la prefazione all’articolo che l’articolo, la prima mitiga il secondo che espone solo un mix di dati storici ed interpretazioni a posteriori.

    Non apprezzo i fatalisti perché seminano incertezze; ad ogni modo in tutto c’é del buono da prendere.

    Se si parte dal presupposto che esistono delle cose che possono essere buone o cattive, si resta ancorati al dualismo. Dice bene chi ha citato l’esempio del bastone usato per camminare o per “bastonare” qualcuno.

    Quindi mi rifugio nella considerazione fatta nella prefazione dove si dice che non esiste vero cambiamento sociale se non c’é un cambiamento nella coscienza individuale.

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