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Secondo l’ITCCS, Ratzinger si è dimesso per evitare l’arresto


Secondo questo bollettino apparso oggi sul sito dell’ITCCS – International Tribunal into Crimes of Church and State, il coinvolgimento di Joseph Ratzinger all’interno dall’ormai nota causa nella quale il Vaticano è imputato per crimini contro l’umanità (per maggiori info, vedi il post “Il Vaticano dovrà rispondere di crimini contro l’umanità” del 15 settembre 2012), sarebbe la VERA CAUSA delle sue dimissioni.

Chi non conoscesse la vicenda in profondità, sappia che i problemi giuridici del Vaticano e in special modo di Joseph Ratzinger risalgono a qualche anno fa, come testimonia questo video:


Già nel 2010 negli Stati Uniti fu avviata una causa contro Ratzinger con l’accusa di aver protetto i preti pedofili [link diretto all’articolo→, rimbalzato seppur in sordina anche su canali informativi ufficiali italiani e stranieri] cui è seguita nel 2011 formale denuncia al Tribunale Penale Internazionale dell’Aja [vedi link diretto all’articolo→].

Una volta scoperchiato il pentolone delle nefandezze, è stato il Canada a rivolgersi ad un altro tribunale, l’ITCCS – Tribunale Internazionale di Common Law, per le gravissime e comprovate vicende descritte a seguito:

“Abbiamo seguito da molto tempo su queste pagine la vicenda del processo in corso da parte del Tribunale Internazionale Common Law nei confronti di vari esponenti di punta della Chiesa di Roma oltre che del Governatore supremo della Chiesa Anglicana, la regina Elisabetta II, in quanto implicati nel massacro di 50.000 bambini avvenuto a partire dagli anni ’70 in Canada.
Questa tristissima, orribile vicenda è comprovata da una rilevante mole di prove documentali di ogni genere. Il promotore dell’iniziativa giudiziaria, il Rev. Kevin Annett, ha più volte in video aggiornato sulle fasi del processo, che abbiamo regolarmente documentato.
L’annuncio della chiusura del procedimento è stato dato il 30 gennaio 2013, come si può rilevare a questo link. In seguito è iniziata la fase esecutiva, con le procedure di notifica agli interessati.
Comunque possa essere giudicata dal pubblico la rilevanza giuridica dell’evento, così come descritto dal comunicato di seguito riportato, è ovvio prevedere che questa vicenda non mancherà di produrre clamorosi colpi di scena. Naturalmente i più conformisti tra i fedeli storceranno il naso, poi minimizzeranno, poi rigetteranno il tutto.
Ma chi come noi ha seguito la cosa e immagina le conseguenze sul piano del diritto sa che questa vicenda diverrà comunque uno spartiacque storico.
La nostra posizione in merito, come quella di chiunque intenda partecipare costruttivamente a questa delicatissima fase evolutiva dell’umanità, è di aspettarsi, senza pregiudizi quanto senza preclusioni, che per il bene di tutti la verità emerga, affinché su di essa possa edificarsi quel futuro migliore che tutti desideriamo.
Una nota di curiosità relativa alla data di esecuzione del lien (sequestro conservativo) sui beni della chiesa: 31 marzo 2013.
Essa corrisponde nel calendario Maya (da molti accantonato dopo il 21 dicembre scorso, ma ancora perfettamente in funzione) al 13 Ahau, la fine dell’Era del 5° Sole, ossia la fine energetica del dominio (che da lì in poi si tradurrà nella pratica), come spiega lo studioso dei Maya Marco Fardin in questo suo meticoloso quanto illuminante articolo.
[Jervè, prefazione tratta da Iconicon Post]

Data la delicatezza della notizia, assumiamo il consueto ed imparziale ruolo di traduttore in lingua italiana del bollettino ufficiale, nella speranza che intorno alla vicenda gli organi giuridici preposti possano fare chiarezza. Ecco dunque la traduzione e il link originale a piè di pagina del bollettino intitolato “Pope resigned to avoid arrest”.

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Joseph Ratzinger è stato costretto ad annunciare le sue dimissioni senza precedenti storici (o quasi…, n.d.t.) dalla carica di Papa a causa di un’imminente azione di un governo europeo, di emettere un mandato di arresto contro Ratzinger e un lien commerciale pubblico (sequestro conservativo, n.d.t.) sopra le proprietà del Vaticano, entro Pasqua.

L’Ufficio centrale dell’ITCCS – International Tribunal into Crimes of Church and State di Bruxelles è stato costretto, dall’improvvisa abdicazione di Benedetto XVI, a rivelare i dettagli seguenti:

1. Venerdì 1 febbraio 2013, sulla base delle prove fornite dalla nostra affiliata Corte di Giustizia Common Law (itccs.org), il nostro ufficio ha concluso un accordo con i rappresentanti di una non specificata nazione europea e dei suoi giudici, a garanzia di un mandato di arresto contro Joseph Ratzinger, alias Papa Benedetto XVI, per crimini contro l’umanità ed associazione a deliquere.

2. Questo mandato d’arresto sarebbe stato consegnato all’ufficio della Santa Sede di Roma il giorno venerdì 15 febbraio 2013. Avrebbe permesso alla nazione in questione di trattenere Ratzinger, come sospetto di crimine, se fosse entrato nel suo territorio sovrano.

3. Lunedì 4 febbraio 2013, detta nazione ha consegnato una nota diplomatica nelle mani del Segretario di Stato Vaticano, Card. Tarcisio Bertone, informandolo dell’imminente mandato di arresto e invitando il suo ufficio a farlo rispettare. Nè il card. Bertone nè il suo ufficio hanno fornito alcun riscontro immediato a questa nota, tuttavia, solo sei giorni più tardi, papa Benedetto si è dimesso.

4. L’accordo tra il nostro Tribunale e i tribunali della nazione in parola comprende, come seconda disposizione, quella di emettere un lien commerciale sopra le proprietà e le ricchezze della Chiesa Cattolica Romana con effetto a partire dalla domenica di Pasqua, 31 marzo 2013. Questo lien sarà accompagnato a livello globale dalla pubblica Campagna Pasquale di Rivendicazione (“Easter Reclamation Campaign”, n.d.t.), in base alla quale le proprietà della Chiesa Cattolica saranno occupate e rivendicate dai cittadini come beni pubblici ed incamerate ai sensi del Diritto Internazionale e dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale.

5. È decisione del nostro Tribunale e del governo della nazione in parola, quella di procedere all’arresto di Joseph Ratzinger e alla sua rimozione dall’incarico di Pontefice Romano, con l’accusa di crimini contro l’umanità e associazione a delinquere.

6. È altresi nostra nuova decisione quella di procedere come previsto anche all’incriminazione e all’arresto del pontefice successore di Joseph Ratzinger, secondo le stesse accuse, e di imporre il lien commerciale e la Campagna Pasquale di Rivendicazione contro la Chiesa cattolica romana.

In chiusura, il nostro Tribunale riconosce che, a causa della complicità di Papa Benedetto XVI nelle attività criminali della Banca Vaticana IOR, quest’ultimo è stato persuaso alle dimissioni dai più alti funzionari del Vaticano. Secondo le nostre fonti, è stato il Segretario di Stato Tarcisio Bertone a costringere Joseph Ratzinger a rimettere immediatamente il suo incarico, in risposta diretta alla nota diplomatica relativa al mandato d’arresto a lui notificata il 4 febbraio 2013 da parte del governo della suddetta nazione.

Facciamo appello a tutti i cittadini e ai governi affinchè supportino i nostri sforzi per demolire legalmente e direttamente la corporation Vaticana ed arrestare i principali ufficiali e membri del clero complici in crimini contro l’umanità e nella cospirazione criminale in corso per proteggere ed insabbiare la tortura e il traffico di bambini.

Questa settimana, il nostro ufficio pubblicherà ulteriori bollettini di aggiornamento sugli eventi della Campagna Pasquale di Rivendicazione.

ITCCSUfficio Centrale di Bruxelles
Bollettino pubblicato il 13 febbraio 2013
ore 12:00 GMT (ore 13:00 italiane)

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Fonte originale → Sito ufficiale dell’ITCCS: http://itccs.org


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