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Come difendersi dalle banche e dall’anatocismo


Prefazione

In seguito alla pubblicazione del post “Anatocismo bancario e massimo scoperto da oggi sono rimborsabili“, riceviamo dalla medesima autrice un ulteriore utile approfondimento volto a mettere i cittadini nella condizione di difendersi dalle ingiuste vessazioni del sistema bancario. Esaminando il corposo elenco di sentenze in difesa dei contribuenti, vi renderete conto di come la giurisprudenza e i giudici, compresa la Corte di Cassazione,  stiano ancora dalla parte del cittadino.

L’attuale sistema giuridico considera infatti illegale la pratica dell’interesse composito (anche detto anatocismo), mentre ritiene ancora l’interesse semplice a norma di legge. Sebbene sia già una posizione apprezzabile, è auspicabile che nell’immediato futuro la consapevolezza giuridica-economica possa progredire ancora. Basterebbe infatti dimostrare nelle sedi legali appropriate che l’intera attuale economia mondiale funziona proprio come uno schema Ponzi (già considerato pacificamente una truffa illegale), per la cui insostenibilità gioca un ruolo chiave la pratica dell’interesse semplice, causa di insolvenza matematica poichè non viene creata la valuta necessaria per ripagarlo.

Quando la soglia di illegalità si innalzerà dalla pratica dell’interesse composito fino alla pratica dell’interesse semplice – cosa realizzabile rapidamente soprattutto nel sistema dei precedenti giurisprudenziali di Common law, grazie a qualche cittadino intraprendente e a qualche giudice coraggioso, esisterà finalmente una giurisprudenza che minerà alla base la fraudolenza dell’attuale sistema macro-economico basato sull’assurda equazione moneta=debito. L’esortazione per i cittadini vessati è nel sensibilizzare i tutori della legge a compiere anche questo ulteriore passo decisivo verso una più alta consapevolezza, senso di giustizia e responsabilità; nel frattempo, godiamoci i risultati concreti già maturati.

Lòthlaurin

balance

dell’avv. Floriana Baldino

Molte domande mi vengono poste dalle persone messe in difficoltà da questa grave crisi economica, che cercano chiarimenti in merito al concetto dell’anatocismo. Il mio intento sarà quello di fare un po’ di chiarezza ai dubbi che attanagliano il comune cittadino.

Innanzitutto, cosa è l’anatocismo? Sicuramente non è un concetto semplice da spiegare ma si può dire che, nell’insieme, esso rappresenta il costo del denaro quando si chiede un prestito alla Banca. L’ANATOCISMO IN BREVE SI HA TUTTE LE VOLTE IN CUI SU INTERESSI VENGONO CALCOLATI NUOVI INTERESSI A DANNO DEL CLIENTE. Esso aggrava notevolmente il costo reale del denaro che noi paghiamo alle banche tutte le volte che chiediamo un prestito.

Il costo reale che noi paghiamo non si trova esposto in nessun contratto bancario ed è molto più alto di quello che apparentemente può sembrare. L’anatocismo può essere definito come un moltiplicatore del debito perché ad ogni scadenza di pagamento, verranno sommati anche gli interessi che già sono stati pagati a scadenza e che faranno parte integrante del capitale nel nuovo trimestre o a seconda dei casi (seppur più raro) nel nuovo semestre, e su questi pagheremo nuovamente interessi passivi.

anatocismo bancario

In verde, il calcolo dell’interesse semplice; in rosso, il calcolo illegale dell’interesse composto o anatocismo.

Per fare un esempio, ciò che noi paghiamo a marzo come interessi a giugno diventa capitale e su questi pagheremo nuovamente gli interessi (capitalizzazione degli interessi). L’anatocismo è una pratica vietata dalla legge – espresso divieto si ritrova nel cod. civile all’art. 1283 – ma che, negli anni passati, e non solo negli anni passati, era abitualmente praticato dalle banche.

Fortunatamente ci sono state diverse sentenze, anche di Cassazione, che davano e danno diritto ad ottenere il rimborso di quanto versato indebitamente alle banche dai correntisti che lo chiedono. Il messaggio importante che si vuole trasmettere in questo periodo di grave crisi, è quello di cercare di difendersi dagli attacchi che ci possono arrivare.

Come dice la Presidente della Federitalia Wally Bonvicini: “La miglior difesa è l’attacco.” Con questo non si vuole dire che veramente bisogna attaccare chiunque, ma che è importante che si impari a conoscere le possibili armi di difesa. Molte grandi aziende stanno chiudendo e molte altre stanno fallendo. Ebbene, il messaggio che si vuole dare a tutte quelle aziende e ditte individuali che abbiano avuto i conti correnti in rosso, che abbiano avuto fidi, e nei cui estratti conto ci siano interessi passivi e commissioni di massimo scoperto molto elevate, è quello di non arrendersi alla crisi e di non soccombere alle richieste della banca.

Prima di accettare una proposta a saldo e stralcio con le banche, prima di firmare accordi, fate periziare i vostri conti correnti intrattenuti con la banca. È molto importante verificare il conto corrente specie se questo è molto vecchio. La legge e le sentenze sono dalla parte dei cittadini e bisogna combattere e verificare se veramente i conti correnti sono in sofferenza come le banche dicono, se veramente si deve dare tutto ciò che esse chiedono. Per anni non ci si è resi conto che si stava lavorando per le banche, specie quando venivano chiesti fidi.

La Cassazione ha messo fine a questi illeciti praticati. L’anatocismo è vietato dalla legge, i tassi d’interesse non devono superare il tasso soglia, altrimenti il tasso applicato diventa usuraio. Nel momento in cui è stato stabilito con perizie che il tasso applicato è un tasso usuraio, nulla più è dovuto alla banca (anche per i mutui e leasing per esempio). La Cassazione, con sentenza n. 350/2013, ha stabilito che, per quantificare il tasso globale, bisogna sommare tutti i costi e tassi applicati dalla banca. Per cercare di essere chiara, la Cassazione ha stabilito che si possono recuperare integralmente gli interessi pagati su mutui e leasing, e che nel TEG (Tasso Effettivo Globale), vanno conteggiate anche le spese, gli interessi legali e gli interessi di mora. Molto spesso queste spese ed interessi fanno scattare interessi superiori ai limite del tasso usura, e se il tasso soglia è stato superato, nulla più è dovuto alle banche.

Ultimo messaggio importante da dare è che non si deve arrendere neppure chi il conto corrente lo abbia chiuso da anni, purchè non siano trascorsi più di 10 anni. Infatti il limite di tempo per recuperare le somme indebitamente versate è massimo di 10 anni. Tutti i clienti che si sono avvalsi di un credito presso le banche, di fidi, o hanno avuto il proprio conto corrente in rosso, potranno chiedere la restituzione di parte del costo sostenuto per avere il denaro dalle stesse, secondo ciò che dice la Corte di Cassazione a sezioni unite nella sentenza n. 24418 del 2010.

Il termine di prescrizione per poter chiedere la restituzione delle somme versate decorre dal momento della chiusura del rapporto contrattuale o del pagamento solutorio. Infatti è in questo momento che si ha piena conoscenza delle somme non dovute (quali sono quelli derivanti, ad esempio, da interessi anatocistici o comunque non spettanti, da commissioni di massimo scoperto e così via). Soltanto all’atto della chiusura del conto si può essere consapevoli del danno subito e delle somme versate indebitamente. Il dies a quo, ai fini della prescrizione di un diritto, decorre dal momento in cui il suo titolare è posto nelle condizioni di poterlo esercitare.

Parafrasando ciò che dice la presidente di Federitalia, un’arma invincibile che gli Italiani devono adoperare è la CONOSCENZA. “NON C’È ESERCITO CHE POSSA SCONFIGGERE UN POPOLO ARMATO DI CONOSCENZA”. Questo messaggio di speranza è indirizzato a tutti quelli che hanno contratti di mutuo in essere, a tutti quelli che hanno avuto fidi, e a tutti i falliti. NON VI ARRENDETE, INFORMATEVI!

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Articolo a cura dell’avv. Floriana Baldino
del foro di Trani (BT) – esperta in diritto civile e tributario
Contatti: florianabaldino@gmail.com o tel. 349.1996463
Editing grafico: Hearthaware blog
©Diritti di riproduzione riservati

giurisprudenza

Post Addendum

  • Le cartelle ricevute a mezzo raccomandata e con la relata in bianco, sono inesistenti. La relata di notifica è prevista come momento fondamentale nell’ambito del procedimento di notificazione e non è interamente surrogabile dall’attività dell’ufficio postale, sicchè la sua mancanza, anche nella notificazione a mezzo del servizio postale, non può essere ritenuta una mera irregolarità. La mancata compilazione della relata, in violazione dell’art. 148 del c.p.c., determina non la semplice nullità della notifica, bensì la giuridica inesistenza della stessa, patologia non sanabile in senso assoluto.
  • La Commissione Tributaria regionale del Piemonte, con sentenza n. 92 del 1° ottobre 2012, ha stabilito che l’atto di riscossione deve indicare tutti quegli elementi che consentano al contribuente di verificare la correttezza dei calcoli effettuati dal concessionario.
  • La Cassazione Civile Tributaria n. 4516 del 22 febbraio 2012, stabilisce che la cartella di pagamento non può limitarsi a riportare la cifra globale degli interessi dovuti. Al contrario, in essa deve essere indicato come si è arrivati ad un dato calcolo, specificando le singole aliquote a base delle annualità prese in considerazione. L’operato di Equitalia non deve risultare ricostruibile soltanto attraverso difficili indagini che non competono al contribuente, perché se così fosse, risulterebbe violato il diritto di difesa del destinatario dell’atto.
  • La Cassazione ha precisato che sono illegittimi tutti gli atti di riscossione notificati dopo giugno 2008, se privi dell’indicazione della base di calcolo degli interessi: quindi sono tutte illegittime le cartelle Equitalia notificate dopo giugno 2008.

[estratto dal Comunicato stampa di Federitalia]

Risorse utili…


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3 commenti su “Come difendersi dalle banche e dall’anatocismo

  1. I destinatari di questo articolo in parte sono impegnati ancora a lavorare per le banche, quindi non hanno il tempo necessario per studiarsi la faccenda.
    Senza contare che le questioni legate ai soldi per molti sono causa di malessere per una serie di concatenamenti, se possiamo chiamarli così, karmici.
    Ritengo che ci sia un momento in cui si dovrà raggiungere la saturazione, il punto di non ritorno dopo il quale la conoscenza sarà veramente l’unica arma a disposizione.
    Al momento attuale, in Italia non si è raggiunto ancora il numero critico di offesi dal sistema bancario, c’è ancora la cultura del risparmiatore, del lavorare per la pensione, c’è ancora in giro la generazione degli anni 40-50 che lavora ancora e che sostiene ancora i propri figli.
    Questo è quello con cui si deve combattere, con una forma pensiero creatasi negli ultimi 60 anni e che tuttora viene mantenuta in vita da bisogni primari come il sostentamento.
    Gli eventi però portano piano piano verso l’annientamento di queste forme pensiero, è il processo naturale di evoluzione, i figli si staccano dai padri anche se questi sono cristallizzati.
    Saluti a tutti.

  2. Grazie Lòth🙂
    Ps: bellissima l’immagine
    con il titolo del post
    sopra la busta! = D

  3. Complimenti, confermo è sottoscrivo il commento di JaGo mentre vi invito ha proseguire l’affinamento dell’unica arma invincibile: CONOSCENZA (purtroppo non servono scuole ed università, ma “visione” del “dietro le quinte”).
    Membro ASCIA – legalizziamolacanapa.org – Peter Charles

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