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Lo Sfidante – Parte 1. L’Asservimento


Indice dei Capitoli

1. Hai mai visto il tuo Avversario?

2. Veste di nero e di nebbia, teme la Luce

3. Che cosa è lo Sfidante?

4. Phobos

5. Deimos

6. L’Avversario ha il volto velato. Il tuo.

7. La Spirale di Depotenziamento

8. Attacco, occultamento e sofferenza

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1. Hai mai visto il tuo Avversario?

Miliardi di esseri umani vivono attualmente sulla nostra Terra meravigliosa.

L’Infinito ha donato a ciascuno di essi uno strumento molto potente. Uno strumento quasi sempre sottovalutato, o nella peggiore delle ipotesi non compreso per nulla. Uno strumento che ha permesso e permette agli esseri umani di creare, più o meno consapevolmente e da sempre, ogni cosa che desiderano.

La mente.

Uno strumento molto potente, così potente da richiedere attenzione e consapevolezza nel suo utilizzo. Perchè così come può essere usato per creare capolavori di bellezza ed armonia, esso può essere usato per creare mostri di disarmonia e sofferenza.

La mente degli esseri umani, la nostra mente, è uno strumento straordinariamente potente eppure molto semplice nel suo funzionamento base. Tuttavia, il suo enorme potere, unito alla semplicità con cui può essere gestito e ad una inconsapevolezza delle sue potenzialità, può dare forma, ed alimentare, persino qualcosa che non rientra nei nostri piani. Qualcosa che invece di sostenerci ci deruba di energia. Qualcosa che in questo momento ha sotto il suo potere la stragrande maggioranza degli esseri umani del pianeta.

Lo stato apparentemente normale della mente della maggioranza degli esseri umani al termine del processo di educazione compiuto dai propri predecessori, inteso come una istantanea della sua attività in un qualsiasi istante t, è questo:

Praticamente tutti noi, nelle nostre diversità di paese, sesso, età, cultura, condividiamo questa caratteristica. Tutti noi.

La sua intensità può variare in base ad alcuni fattori culturali, quali l’educazione ricevuta o i valori etici della società in cui siamo nati; esistono infatti delle culture e delle società che non sviluppano queste caratteristiche in forma automatica. Inoltre, essa può essere più o meno accentuata in base alle caratteristiche personali. Ma dopo un certo momento, tipicamente nella prima infanzia, l’attività mentale cosiddetta normale di un essere umano diventa questa.

Questo è lo stato cosiddetto normale della mente di un essere umano, perchè condiviso da miliardi di individui sulla Terra e per questo motivo ritenuto normale.

È possibile pensare lucidamente in mezzo a questo marasma?
È possibile riuscire a vedere le cose con attenzione e chiarezza se interiormente permaniamo in questo stato mentale?
Riuscireste ad ascoltare con attenzione qualcosa o qualcuno se nella realtà esteriore vi trovaste in un luogo in cui ci fosse costantemente un rumore di sottofondo del genere?
Non è strano che questa confusione aleggi nella mente di quasi ogni essere umano su questa Terra?

Ecco la prima orma sulle rive della Consapevolezza di un qualcosa di sfuggente ed evasivo, che agisce indistintamente su ogni essere umano nello stesso modo. Confusione. Incapacità di concentrazione. Incostanza.

Non essere capaci di smettere di pensare
è una afflizione terribile,
ma non ce ne rendiamo conto
perchè quasi tutti ne soffrono,
per cui è considerato normale.
(Eckhart Tolle)

Normalità? Naturalmente esiste un’altra faccia della medaglia. Esistono esseri umani su questa Terra meravigliosa il cui stato naturale della mente è il Silenzio. Un immenso spazio in cui percepiscono e celebrano in pace e gioia ogni cosa che è, che permette loro di pensare lucidamente, vedere con chiarezza, ascoltare con attenzione, e quindi realizzare creazioni mirabili, di bellezza ed armonia vibrante. Ciò accade perchè hanno sconfitto qualcosa dentro di loro che non permetteva loro di essere ciò che sono realmente.

Gli antichi sciamani lo chiamavano
Silenzio Interiore
perchè è uno stato in cui la percezione
non dipende dai sensi,
ma da un’altra facoltà dell’essere umano,
la facoltà che lo rende un essere magico
che è stata depotenziata
non dall’essere umano stesso,
ma da qualche influenza estranea.
(Carlos Castaneda)

Come hanno raggiunto questo risultato? Perchè hanno voluto raggiungerlo? Che cosa impediva loro di raggiungerlo?

Se volete realizzare il Risveglio
dovete praticarlo qui ed ora
senza il minimo indugio.
(Dogen Zenji)

La seconda orma sfuggente sulle rive della Consapevolezza è di semplice constatazione. Siete in grado di interrompere a vostro piacimento questa attività mentale inutile ed incessante che popola costantemente la vostra mente?

Non siete in grado di interrompere questo inutile mulinare della mente, se non per due o tre secondi e con un discreto sforzo. Naturalmente, potreste pensare che sia un fatto normale, e la cosa divertente è che lo “pensate” realmente. La mente che articola pensieri, attraverso un suo pensiero, vi sta “pensando” che non può essere interrotta nel suo inutile mulinare, e come potrebbe essere altrimenti? Può la mente pensare di non pensare?

Tuttavia, questa semplice prova vi mette di fronte ad una serie di fatti incontestabili.

Primo. La vostra mente non è sotto il vostro controllo, perchè, se lo fosse, sareste in grado di interrompere l’attività mentale inutile quando vorreste, e per tutto il tempo che vorreste, non certo per soli due o tre secondi.

Secondo. Avete provato ad interrompere la vostra attività mentale, ma non ci siete riusciti. Quindi, ne deriva che “qualcosa”, dentro di voi, ha tentato di interrompere l’attività mentale sempre dentro di voi, riuscendoci per alcuni istanti. Quindi questo “qualcosa” è stato in grado di osservare e pilotare un fenomeno al di là della mente che pensa. E se è così, questo “qualcosa” in voi non è la vostra mente che articola pensieri. O meglio, questo “qualcosa” in voi non è la mente che articola pensieri confusi, inutili, inarrestabili.

Ma se in voi esiste qualcosa che non è la mente che pensa pensieri di questo tipo, allora chi siete voi?
E perchè la vostra mente che pensa è fuori controllo?
Se la vostra mente che pensa è fuori controllo, e voi non siete questa mente, da dove originano le vostre azioni?


2. Veste di nero e di nebbia, teme la Luce

All’interno degli esseri umani agiscono due tipi di mente.

In realtà, “mente” è una parola che non si addice perfettamente alla definizione dei meccanismi umani che agiscono internamente per consentirci di valutare ed interpretare la realtà; tuttavia, in questo contesto, la useremo per comodità.

In termini di profondità, la prima di esse è quella che si incontra subito, più evidente, manifesta, che utilizza il dialogo interiore come elemento di autoaffermazione e autoperpetuazione. Chiameremo questa mente da ora in avanti con il nome di Mente di Superficie.

Le sue caratteristiche sono semplici: la Mente di Superficie dialoga costantemente con sè stessa, è totalmente incentrata sul passato o sul futuro, razionalizza tutto in termini di profitto e perdita per quello che riesce a interpretare della realtà, e prende decisioni sulla sola base delle esperienze pregresse. Cambia idea e direzione ogni pochi minuti. Progetta tutto il progettabile e calcola tutto il calcolabile. È incapace di concentrazione, ed il suo stato naturale è questo:

Parliamo incessantemente a noi stessi
del nostro mondo
ed è proprio grazie a questo dialogo interiore
che lo preserviamo, lo rinnoviamo
gli infondiamo vita, energia.
È mentre parliamo a noi stessi
che scegliamo le nostre strade,
e così ripetiamo le stesse scelte
e le stesse strade
fino al giorno della Morte,
perchè fino a quel giorno
continuiamo a ripeterci le stesse cose.
(John Michael Abelar)

Al di sotto della Mente di Superficie, esiste una mente molto più silenziosa, che percepisce la realtà senza interpretazioni del pensiero, sa quale è la via più giusta per noi, e ce lo comunica attraverso le sensazioni ed i sentimenti. Non essendo il suo funzionamento basato sul pensiero, bensì sulla valutazione energetica del momento presente, ci indica una strada senza affidarsi a nessun calcolo di profitto o perdita e a nessuna aspettativa di risultato. Questa mente non ha alcuna necessità di fare piani o progetti proiettati verso scadenze future prefissate, perchè non usa il futuro come via di fuga, e non prende decisioni basandosi esclusivamente sulla base di dati pregressi provenienti dal passato, perchè non usa il passato come modello immutabile del presente. Chiameremo da ora in avanti questa mente con il nome di Mente Profonda.

Per ora è sufficiente che io ti ripeta
ciò che ti ho già detto
in merito alle due menti.
Una è la nostra vera mente,
il prodotto delle nostre esperienze di vita,
quella che parla di rado
perchè è stata sconfitta
e relegata nell’oscurità.
L’altra, quella che usiamo ogni giorno
per qualunque attività quotidiana,
è una installazione estranea.
(John Michael Abelar)

Le due modalità con le quali interagiamo con l’esistenza ed interpretiamo la realtà sono dunque il dialogo interiore, legato alla Mente di Superficie, e le sensazioni, il “sentire”, legato alla Mente Profonda.

Ma attenzione! Quello che qui chiamiamo sensazione NON si riferisce alle emozioni, perchè le due cose sono molto diverse tra loro.

Una emozione è tipicamente una reazione del corpo ad una esperienza, o ad una immagine, o addirittura ad un dialogo interiore, che la Mente di Superficie associa alle condizioni che l’hanno provocata. Tale associazione finisce rapidamente per innescare meccanicamente la stessa reazione del corpo, cioè la stessa emozione, ogni qualvolta si ripresentano le medesime condizioni esteriori. Anche se tali condizioni non comporterebbero alcuna necessità emozionale.

Un esempio immaginario. Una persona vi tratta sgradevolmente, e una cosa che vi colpisce di essa è il cappello che porta in testa. Da quel momento in poi, in maniera inconsapevole, la Mente di Superficie associa un aspetto della maleducazione ad un particolare cappello. Così, ogni qualvolta incontrerete una persona con un cappello simile, percepirete internamente un disagio, una emozione sgradevole, che vi porterà a ritrarvi, o ad essere sgarbati senza motivo, anche se la persona che lo indossa è la più educata che abbiate mai avuto la ventura di incontrare. Questa reazione è una emozione: il corpo ha innescato una emozione automatica, meccanica, associativa, in ultima analisi del tutto irreale.

emozione = lat. EMOTIONEM da EMOTUS
p.p di EMOVERE cioè trasportar fuori, smuovere
scuotere, comp. della partic. E = da, che aggiunge
forza all’azione espressa dalla parola alla quale
è unita, e MOVERE agitare, muovere.
etimologia parola emozione
dal dizionario etimologico on line http://www.etimo.it

La Mente di Superficie e le emozioni viaggiano strettamente legati. Vedremo più avanti nel dettaglio che cosa questo significhi, perchè il meccanismo dialogo interiore-emozione è un elemento fondamentale che va compreso al meglio possibile.

Una sensazione è invece un qualcosa di indefinibile, come un sottofondo interiore tenue e delicato, che ci comunica costantemente informazioni su come interagire al meglio con l’Energia, e dunque la realtà, che ci circonda. Questo sottofondo indefinibile è quasi sempre soffocato dalla Mente di Superficie, ma col tempo può diventare potente e chiaro, se gli si consente di agire senza resistergli; e se si riconosce in lui la nostra vera voce interiore, che sa cosa è meglio per noi e sa come comunicarcelo.

È accaduto a ciascuno di noi di sentirsi in qualche modo divisi tra una spinta interna fatta di sensazione o sentimento e diretta verso una esperienza, ed una serie di pensieri razionalizzanti che in qualche modo tentano di dissuaderci, od insinuano in noi quel dubbio che ci toglie l’entusiasmo. Nella quasi totalità dei casi, praticamente sempre se si tratta di esseri umani non addestrati all’espansione della Consapevolezza, il pensiero razionalizzante ha la meglio, e la sensazione od il sentimento vengono respinti fino al loro spegnimento.

Percepiamo una spinta ad una nuova esperienza? Ecco nascere un dialogo interiore di dubbio, preoccupazione, paura. Ecco nascere emozioni di paura e confusione, causati associativamente dallo stesso dialogo interiore. Ecco che la nuova esperienza viene rimandata o rimossa dalla possibilità del suo manifestarsi, perchè provare emozioni sgradevoli non è piacevole, e la paura, la preoccupazione possono essere molto sgradevoli se noi diventiamo queste emozioni. Quindi, in genere, arretriamo, per farle scomparire.

Questo accade perchè la Mente di Superficie tenta sempre di tenere in silenzio o constrastare la Mente Profonda, ed in generale riesce nel suo intento perchè noi le diamo il nostro consenso come Campo di Consapevolezza, e perchè non sappiamo che per noi è possibile osservare le emozioni senza diventarle.

Focalizzate l’attenzione
sull’emozione dentro di voi.
Accettate la sua esistenza.
Non pensateci, non lasciate che
l’emozione diventi pensiero.
Non giudicate o analizzate; osservate.
Diventate consapevoli
delle sensazioni legate all’emozione,
ma anche di Colui che osserva,
l’Osservatore Silenzioso.
(Eckhart Tolle)

È per questo che la Mente di Superficie tiene il nostro campo interiore costantemente in confusione. Per impedirci di ascoltare i tenui sussurri della Mente Profonda. Un ascolto che potrebbe portare alla fine del suo incontrastato dominio su di noi.

Ed è per questo che il comportamento della Mente di Superficie è un’altra orma sfuggente sulle rive della Consapevolezza. Un comportamento che in realtà è una delle armi più potenti nell’arsenale di chi ci tiene in scacco come esseri umani. Un qualcosa che ci tiene imprigionati in una gabbia che non ha sbarre fisiche, con catene che non si vedono. Un qualcosa che sembra normale solo perchè miliardi di individui sono sotto il suo controllo. Un qualcosa che agisce nell’ombra, perchè la Luce della Consapevolezza lo renderebbe manifesto, e dunque inefficace.

Un qualcosa che da ora in avanti chiameremo lo Sfidante. Lo Sfidante della nostra Consapevolezza.

Secondo i Toltechi,
la mente degli esseri umani
è invasa da qualcosa che la controlla,
e che dunque controlla il loro sogno personale.
La libertà che cercano i Toltechi
è quella di ritornare ad usare la mente e il corpo
in accordo con ciò che sono veramente,
di vivere la propria vita,
anzichè quella che questo qualcosa
ci impone
per i suoi fini personali.
(Don Miguel Ruiz)

3. Che cosa è lo Sfidante?

Che cosa intendiamo, dunque, con la parola Sfidante? Che cosa rappresenta lo Sfidante nella nostra esistenza, nella nostra vita di tutti i giorni?

Con la parola Sfidante intendiamo indicare un insieme di forze che agiscono nel campo di consapevolezza umano al fine di depotenziarlo e mantenerlo in uno stato inconsapevole e identificato con costruzioni mentali irreali. Tale insieme di forze agisce su di noi come elemento conservatore, come forza opposta e contrastante alla nostra spinta all’evoluzione e all’espansione della Consapevolezza; l’azione contrastante dello Sfidante è volta, tra le altre cose, ad impedirci di realizzare la sua esistenza, e dunque trascenderlo e trasformarlo in forza alleata.

Riconoscere in profondità l’operato dello Sfidante nella nostra vita, smascherare il suo operato e trascenderlo, è un compito che può essere difficile, duro, foriero di dubbi e sofferenze, che in ultima analisi sono il suo tentativo di rimanere in vita. È un compito che può essere doloroso, perchè noi tutti cominciamo dallo stesso punto: noi crediamo di essere lui. Tuttavia, riconoscere e portare alla luce il proprio Sfidante è uno dei compiti più importanti che un essere umano sia chiamato ad intraprendere; perchè lo Sfidante è il Guardiano della Soglia, la nebbia da valicare per entrare nelle terre sconfinate che ci appartengono di diritto come esseri umani magici in un Universo meraviglioso.

Uno dei principali scopi dello Sfidante, così come la parola indica, è proprio quello di sfidarci: mettere alla prova le nostre capacità, la nostra volontà di proseguire sul sentiero che porta all’espansione della Consapevolezza senza desistere mai. Ci sfida, al fine di mettere alla prova e conseguentemente liberare il nostro intento di incedere verso quelle maestose realizzazioni che è in nostro potere conseguire, e che rientrano nella nostra eredità di esseri umani magici e meravigliosi.

Quando le voci in te parlano di fine
quando la mente dice che hai perduto
quando credi che sia impossibile eppure prosegui
ti sollevi sulla tua Spada
e fai ancora un altro passo
Lì è dove termina l’Uomo
Lì è dove comincia Dio

Questo concetto di una forza opposta che sfida la nostra spinta alla Consapevolezza può sembrare apparentemente bizzarro, se non ai limiti del credibile. Eppure, tale concetto è ben argomentato, descritto e studiato con dovizia di particolari in moltissime tradizioni di ricerca interiore di tutto il mondo.

Per esempio, in uno dei libri sacri della tradizione esoterica ebraica, la Torah, e negli insegnamenti sapienzali della Qabbalah, esistono complesse descrizioni sullo scopo, e sulle armi a sua disposizione, di una entità energetica il cui nome è diventato il sinonimo delle forze del male nella Chiesa Cattolica: Satana. Satana, il cui significato altro non è che l’Avversario, è quell’entità energetica che, proprio in qualità di avversario, ci sfida a raggiungere la Luce. Il suo principale scopo, secondo la tradizione ebraica, è proprio quello di creare la forza opposta a quella che ci spinge alla Luce, al fine di permettere lo sprigionarsi della Forza del cambiamento, perchè senza una opposizione non ci sarebbe spazio nemmeno per la tensione alla Consapevolezza e alla ricerca della Luce.

Questo concetto meriterebbe un forte approfondimento, che però va ben oltre gli scopi di questo documento. Ciò che è importante mettere in luce qui, è il ruolo che l’Avversario per eccellenza nella tradizione ebraica, Satana, riveste nella espansione della Consapevolezza.

L’Avversario:
una entità energetica
che tenta in ogni modo di ostacolarci
nel nostro incedere verso la Luce della Consapevolezza.

Come ben sanno tutti, Satana è anche noto come il Diavolo. Ma pochi sanno che il termine diavolo deriva dal latino Diábolus e dal greco antico Diabolos cioè “Colui che divide”. Che cosa divide? Ciò che non ha alcun senso dividere. Ciò che può essere comandato solo se diviso.

Divide et Impera
Strategia finalizzata al mantenimento
di una posizione privilegiata,
dividendo e frammentando
la forza di opposizione
in modo che non possa riunirsi
contro un obiettivo comune.

Tuttavia, le tradizioni di ricerca interiore di tutto il mondo sembrano riconoscere nello Sfidante altri scopi, più concreti, oltre a quello meramente astratto che abbiamo appena indicato. Una delle nostre responsabilità, come esseri umani, è quella di comprendere e realizzare con i nostri occhi e la nostra Consapevolezza quanto tutto ciò sia reale, e quanto una allegoria di un più vasto significato. Ma è bene conoscere in che modo gli apprendisti sul sentiero della Consapevolezza di varie tradizioni siano messi in guardia dal primo, vero, reale confronto che devono sostenere: quello con la proiezione illusoria di loro stessi. Quello con lo Sfidante.

Don Miguel Ruiz è uno sciamano della tradizione tolteca mesoamericana. Nato e cresciuto in una famiglia di guaritori in Messico rurale da una curandera (guaritrice) madre e da un nagual (sciamano) nonno, porta avanti e diffonde nel mondo la conoscenza esoterica tolteca del suo lignaggio.

Don Miguel indica lo Sfidante con il nome di Parassita. Ecco come, attraverso le sue parole, ci descrive la sua formazione ed il suo scopo nel Campo di Consapevolezza umano.

Il Parassita:
una entità energetica
che vive e si alimenta alle spese di un’altra
senza dare nessuna cosa in cambio.

Carlos Castaneda è un antropologo che si è immerso in un altro lignaggio tolteco di conoscenza esoterica: quello di Don Juan Matus. Don Juan Matus è stato lo sciamano guida, cioè il nagual, di un lignaggio tolteco simile a quello di Don Miguel Ruiz, probabilmente originato dalla medesima sorgente, ma ad esso discosto per molte caratteristiche, quali, ad esempio, l’enfasi data alla Via del Guerriero come sentiero verso la realizzazione personale.

Carlos Castaneda ha di fatto trascritto e pubblicato nei suoi libri buona parte degli insegnamenti che ha ricevuto da Don Juan; e al termine della sua esistenza, ha deciso di trascrivere anche un qualcosa che riguarda lo Sfidante molto, ma molto da vicino. Ecco che cosa, in un sunto delle sue stesse parole.

Il Volador:
una entità energetica
che vive e si alimenta alle spese di un’altra
senza dare nessuna cosa in cambio.

Eckhart Tolle è un uomo del nostro tempo, nato e cresciuto in Europa, che è passato attraverso una esperienza di Risveglio improvviso e totale. Di fatto, in un solo istante ha effettuato quella manovra che per molti di noi richiede anni di pratica e disciplina prima di poter essere affrontata: si è completamente disidentificato dalla proiezione illusoria della realtà creata della sua Mente di Superficie ed ha raggiunto lo stato di Consapevolezza in lui che è espressione di ciò che è veramente.

Questo processo, che potrebbe essere chiamato una Illuminazione, ma che non può essere descritto attraverso le parole, gli ha consentito, tra le altre cose, di ritornare ad osservare l’esistenza senza i numerosi, ed inutili, filtri mentali posti in essere dalla Mente di Superficie. E in questo stato di osservazione, ha visto qualcosa di molto interessante, un qualcosa che ha molto a che vedere con lo Sfidante; un qualcosa di cui riportiamo un sunto, nelle sue stesse parole.

Il Corpo di Dolore:
una entità energetica
che vive e si alimenta alle spese di un’altra
senza dare nessuna cosa in cambio.

Riassumiamo, dunque, quanto le tradizioni di ricerca interiore in tutto il mondo, di cui abbiamo riportato un piccolo ma significativo campione, sembrano indicare in merito all’esistenza dello Sfidante.

All’interno del Campo di Consapevolezza umano
può generarsi, esistere, prosperare ed operare
una entità energetica che agisce in modo
da deprivarci di energia, e dunque mantenerci
in uno stato di inconsapevolezza.
Il suo scopo è quello di continuare ad alimentarsi
di un certo tipo della nostra energia, e nel contempo
impedirci di espandere la nostra Consapevolezza
per non permetterci di accorgersi della sua esistenza.

Naturalmente, diventare consapevoli dell’esistenza e dell’operato di questa entità energetica è il primo ed il più importante passo da fare; diventerà una conseguenza naturale, poi, iniziare immediatamente a smettere di creare ancora cibo e sostentamento per essa.

Smettendo di alimentarla, essa diverrà via via meno potente, fino a che non verrà completamente riassorbita e trasformata dalla nostra Consapevolezza.

La padronanza della propria mente,
ribelle, capricciosa, vagabonda,
è la Via verso la Felicità.
Il Saggio osserva continuamente
i propri pensieri,
che sono sottili, elusivi ed erranti.
Questa è la Via verso la Felicità.
(Dhammapada)

Quando questa trasformazione avviene, l’essere umano smette di consentire ad una voce nella sua testa che dialoga con sè stessa di fesserie irreali di essere la sovrana della sua esistenza, perchè comprende che quella voce non è chi esso è in realtà.

Quando questa trasformazione avviene, l’essere umano cessa di ascoltare una mente che lo ostacola, lo limita e lo incatena in ogni modo possibile, invece di sostenerlo ed incoraggiarlo, perchè comprende che quella mente non è chi esso è in realtà.

Quando questa trasformazione avviene, l’essere umano diventa un essere libero.

Che si tratti dunque di un Parassita, di un Volador, del Corpo di Dolore o dell’Avversario, è questione del tutto irrilevante, perchè non ci è di molta utilità saperlo a livello intellettuale. Quello che ci è davvero utile è comprendere e vedere come agisce, quali armi utilizza, quali sono gli effetti del suo operato nella nostra vita. Comprendere che noi ne siamo in tutta probabilità le inconsapevoli prede energetiche. E, soprattutto, comprendere che noi, quali Esseri di Consapevolezza, siamo esseri magici e potenti che hanno tutti gli strumenti a disposizione per smascherarlo e trasformarlo in un nostro alleato.

Ne va della nostra felicità. Ne va del nostro benessere. Ne va della nostra pace. Tutti stati dell’Essere che ci sono più vicini dell’aria che respiriamo, e che ci sono del tutto accessibili. È per questo che lo Sfidante deve essere affrontato e trasceso. Non per chi o che cosa sia, ma per come riduce la nostra esistenza.

Questa è l’unica vera sfida da affrontare nella nostra vita, prima di entrare e vivere nel mondo reale ed essere ciò che siamo veramente. Tuttavia, lo Sfidante utilizzerà ogni arma a sua disposizione per impedircelo, perchè è la sua natura, e perchè l’Infinito ha così fatto in modo che sia.

È per questo che occorrono Consapevolezza, Chiarezza e un Inflessibile Intento per affrontare questa sfida.

È per questo che in tutte le tradizioni di ricerca interiore di ogni parte del mondo, coloro che accettano questa sfida sono chiamati Guerrieri.

Possiamo ribellarci e dire NO!
dichiarando guerra al Parassita,
una guerra di indipendenza, una guerra
per il diritto di usare la nostra mente
ed il nostro cervello.
Per questo in tutte le tradizioni sciamaniche americane,
gli adepti si definiscono guerrieri.
Sono in guerra contro il Parassita
annidato nella loro mente.
Questo è il vero significato
dell’essere un Guerriero.
Guerriero è chi si ribella
all’invasione del Parassita
.
Possiamo vincere o perdere,
ma non avremo ceduto senza combattere.
(Don Miguel Ruiz)

4. Phobos

Comprendere chi o che cosa sia lo Sfidante, come abbiamo visto, è una realizzazione che un giorno sarà proprio la Consapevolezza a svelarci. Adesso, ci concentreremo invece sulle conseguenze del suo operato, perchè sono le sue conseguenze del suo operato ad essere la traccia più manifesta e visibile della sua opera nel mondo. L’impronta che non può cancellare. Gli effetti delle sue azioni di disturbo.

In che modo l’azione dello Sfidante si manifesta nella nostra vita?

  • Dialogo interiore continuo, confuso, fatto di una selva di voci, musiche, orientato in genere a pensieri negativi, distruttivi, ansie e preoccupazioni per la maggior parte irreali.
  • Abitudine al giudizio e alla quantificazione di ogni cosa, rivolta verso qualsiasi cosa e soprattutto verso noi stessi. Il giudizio è in genere di inadeguatezza, colpevolezza, condanna, disprezzo.
  • Fuga dall’intensità e dalla disciplina deliberata rivolta ad azioni costruttive, con costante spostamento verso un non ben identificato futuro ( tipicamente domani o lunedi ) di un qualcosa che potremmo e dovremmo fare adesso. Una fuga volta a lasciarci indisturbati nelle nostre indulgenze.
  • Tendenza alla deriva inerziale indulgente verso le abitudini, che nella quasi totalità dei casi sono costruite come perpetuazione o fuga da condizioni di sofferenza, e conseguente attaccamento emozionale ad esse.
  • Autosabotaggio di ogni ispirazione che ci regala gioia ed entusiasmo con ogni sorta di dubbi e paure irreali, generate dal dialogo interiore e dunque dalla Mente di Superficie, che ci portano al risultato di pensare anzichè agire. Fino a quando, alla fine, abbiamo talmente tanto parlato con noi stessi da aver spento l’ispirazione.
  • Fuga dalla responsabilità personale e totale della propria esistenza, attraverso il suo trasferimento sistematico all’esterno di noi stessi, con conseguente giudizio di colpevolezza. È colpa sua. È colpa di questa situazione. È colpa di questa struttura.

La stragrande maggioranza degli esseri umani nella società moderna di matrice occidentale, che di fatto si è propagata in tutto il pianeta, condivide assieme ai suoi simili tutte queste caratteristiche.
Non solo una parte: tutte.
Naturalmente, quale è il risultato combinato, l’effetto, di tutte queste caratteristiche? Uno solo:

PAURA.

Viviamo in uno stato continuato, autoindotto ed irreale di paura. Paura di perdere cose irreali ed inesistenti. L’approvazione. La reputazione. Il premio per i nostri presunti meriti e le indulgenze alle nostre manchevolezze. La sicurezza.

È questa la traccia più incredibilmente manifesta, quanto offuscata, dell’operato dello Sfidante. Abbiamo tutti le stesse caratteristiche, il loro effetto è sempre l’infelicità, la paura ed un malessere senza nome, e questo non ci insospettisce minimamente.

La perfezione di tale scenario, di tale strategia, sta proprio nel fatto che non possiamo insospettirci di condividere tutti le stesse caratteristiche fino a che non incontriamo qualcuno che non le possiede; e nei trascorsi 1500 anni, ma si può probabilmente risalire ai trascorsi 3000, è proprio quello che è avvenuto.

Gli esseri che si liberano sono esistiti, e sempre esisteranno. Molti di essi hanno tentato di condividere con gli altri esseri umani loro compagni ciò che avevano scoperto; tuttavia, il messaggio ha molto spesso subito un filtraggio tale da risultarne pesantemente alterato o addirittura quasi sovvertito: e chi ne è stato l’artefice?

Se dunque gli effetti dell’operato dello Sfidante nella nostra vita sono la paura, l’infelicità e la sofferenza, praticamente tutti, consapevoli oppure no, saremo senza dubbio d’accordo sul fatto che questi effetti non sono positivi per noi, e andrebbero modificati. Ma allora perchè gli esseri umani li accettano comunque, nonostante essi li portino inevitabilmente all’infelicità ed alla sofferenza? Perchè il messaggio che ha camminato in tutte le ere non è stato mai ascoltato dai molti, ma anzi è stato sempre combattuto ed oscurato?

Perchè in genere gli esseri umani non ricordano che i modelli di infelicità e sofferenza che perpetuano e sostengono nella loro vita sono stati da loro letteralmente subiti attraverso un condizionamento che comincia almeno fin da quando nascono; inoltre, non sono a conoscenza dell’esistenza di modelli differenti, oppure, se li incontrano, non gli credono.

Ma il motivo più importante per il quale persistiamo nell’infelicità, il capolavoro nell’operato dello Sfidante, sta proprio nel modo con il quale noi esseri umani interagiamo con la Realtà.

Gli esseri umani filtrano tutta la realtà attraverso il loro campo interiore mentale ed emozionale, e da questo filtro creano una immagine interiore della realtà alla quale poi si confanno, per validare le loro percezioni.

Cosa ha fatto, quindi, lo Sfidante? È intervenuto per manipolare a suo vantaggio la parte della mente che abbiamo posto a sovrana di questa attività. Lo Sfidante si è posto al controllo della Mente di Superficie.

Non è possibile cambiare fino a che la Mente di Superficie governa la nostra vita, perchè la Mente di Superficie non è l’espressione di chi siamo veramente, ma il “megafono”, potremmo dire così, dello Sfidante. Per questo, il dialogo interiore è ossessivamente orientato alla nostra castrazione, invece che alla nostra realizzazione. Per questo, qualsiasi cosa cade nel nostro campo di consapevolezza e filtrata inconsapevolmente dalla Mente di Superficie, viene scartata o non alimentata fino al suo estinguersi se riguarda anche solo da lontano la possibilità di un Risveglio interiore. Per questo, tutti i documenti come questo, i libri sulla ricerca interiore, l’incontro con un essere consapevole, verranno sempre tenuti il più discosto possibile con dubbi, critiche e indifferenza da parte di quelli che non sono pronti. La Mente di Superficie filtrerà la loro realtà attraverso un dialogo interiore condizionato, e le persone dialogheranno internamente con loro stesse dicendo che sono tutte sciocchezze, fatti inesistenti senza alcun fondamento scientifico, ridicole dicerie, e a la via così, fino a che concorderanno con loro stesse nel loro dialogo interiore.

I Voladores sono efficienti ed organizzati.
Per mantenerci obbedienti, deboli e mansueti,
si sono impegnati in una operazione
strategicamente stupenda.
Ci hanno dato la loro mente.
Vedi, la mente di un Volador non ha rivali.
Quando si propone qualcosa, non può che
concordare con sè stessa e indurti a credere
di aver fatto qualcosa di meritevole.
La mente del Volador ti dirà che qualsiasi cosa io dica
sono un mucchio di sciocchezze, e quindi essa stessa
concorderà con la sua affermazione,
“ma certo, sono sciocchezze”.
È così che ci sconfiggono.
(Carlos Castaneda)

Così, la realtà non farà altro che conformarsi alla loro fede, perchè questa è una delle Leggi del nostro Universo meraviglioso.

Entrato in Cafarnao, gli venne incontro un centurione
che lo scongiurava: “Signore, il mio servo giace in casa
paralizzato e soffre terribilmente”.
Gesù gli rispose: “Io verrò e lo curerò”.
Ma il centurione riprese:
“Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto,
dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito.
Perchè anch’io, che sono un subalterno, ho soldati sotto
di me e dico a uno: fà questo, ed egli lo fà”.
All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo
seguivano: “In verità vi dico, presso nessuno in Israele
ho trovato una fede così grande.”
E Gesù disse al centurione:
Va, e sia fatto secondo la tua fede“.
In quell’istante il servo guarì.
(Gesù, il Cristo – Mt 8, 5-13)

Ma allora, come è possibile cambiare?

Chi non ha, o ha smesso di alimentare, anche solo una tra le caratteristiche sopra indicate, che ne sia consapevole o meno, si sta già liberando dalla morsa del suo Sfidante. Ma prima di procedere, è il momento di smascherare una delle armi più potenti di cui dispone per mantenerci sotto il suo controllo. È il momento di smascherare la modalità di filtraggio della realtà che ci fa usare per rimanere al comando.


5. Deimos

Che cosa è la Realtà?

Molti di noi, praticamente la quasi totalità, risponderebbe dicendo che la Realtà è quello che possiamo vedere e toccare, sperimentare, in maniera indipendente dall’essere umano interagente. Una sedia è una sedia per tutti, ed esiste indipendentemente da chi la osserva. Questo è come un essere umano concepisce generalmente la Realtà: unica, stabile, condivisibile da chiunque nello stesso modo, esterna a lui stesso, indipendente dalle sue valutazioni, non influenzabile se non attraverso un’azione che ne coinvolga la modifica sensoriale, e dunque percettiva, dell’ordine o dell’organizzazione con cui gli elementi di cui è costituita la assemblano.

Ciò che può essere sperimentato in qualsiasi momento da chiunque e nello stesso modo, attraverso i cinque sensi, è Realtà. Tutto il resto, non esiste.

Questo è esattamente il modo con il quale la prigione illusoria degli esseri umani viene costruita e sostenuta fino a diventare un carcere apparentemente invalicabile. Non entreremo qui nel merito di questa affermazione, perchè un suo approfondimento andrebbe ben oltre i confini di questo documento. Parleremo invece dei meccanismi di creazione del modello di Realtà condiviso dalla stragrande maggioranza di noi, e di come lo Sfidante, con un capolavoro di strategia, ne fa uso a suo vantaggio.

Il nostro cervello, ma in generale tutto il nostro corpo, è colpito costantemente da un flusso di informazioni proveniente dall’esterno, qualsiasi cosa questo “esterno” sia. Secondo il nostro abituale e condiviso modello di Realtà, modello che abbiamo appreso e praticato per tanti anni con tanta insistenza da trasformarlo in un processo automatico, tale percezione viene filtrata ed elaborata in tempo reale dai nostri cinque sensi, in una magnifica ed armoniosa sinfonia, ed il risultato viene ricomposto nel nostro cervello e… interpretato dalla Mente di Superficie in maniera tale da costruire l’immagine della Realtà che poi utilizziamo per interagire con essa.

L’inconveniente sta nel fatto che non dovrebbe essere la Mente di Superficie, ma la Mente Profonda a dover effettuare questa interpretazione, con la Mente di Superficie in veste di aiutante. Perchè uno degli scopi della Mente Profonda è proprio questo: l’interpretazione della Realtà attraverso un punto di vista fluido ed armonioso con l’Energia che ha colpito il nostro Campo di Consapevolezza.

La Mente di Superficie è un dono meraviglioso: ha lo scopo di aiutare e sostenere la Mente Profonda, per esempio rendendoci accessibili informazioni legate ad esperienze pregresse al fine di proteggerci, oppure traducendo intuizioni e pensieri provenienti da regni di superiore coscienza in termini verbali, in piani e progetti precisi, anche attraverso la scrittura, il calcolo e l’elaborazione matematica, che sono strumenti a sua disposizione e a lei congeniali. Concetti che troviamo espressi, ad esempio, anche negli insegnamenti della Qabbalah ebraica.

Che cosa accade, invece? La Mente di Superficie si frappone ed effettua un compito che non le appartiene e che non è in grado di fare: l’interpretazione della percezione della Realtà.

Come viene assemblata, conseguentemente, la Realtà? Attraverso la Mente di Superficie, certo, ma soprattutto attraverso lo strumento usato abitualmente dalla Mente di Superficie quando non è in controllo: il dialogo interiore condizionato.

Non appena il dialogo interiore condizionato, il tutto ad una velocità impressionante, interpreta la Realtà, la trasforma secondo uno schema molto semplice.

Se ciò che sta assemblando è una ripetizione di un esperienza pregressa, cerca nel suo database una esperienza simile, e quando la trova le assegna l’etichetta corrispondente. Una sedia. Ah, si, una sedia, come quel milione di sedie che ho già visto. Un uomo col cappello? Ah, si, un uomo cattivo e sgarbato.

Se ciò che sta assemblando non è una ripetizione di un esperienza pregressa, le strade possibili sono due: se è interpretato come una forte minaccia alla stabilità delle strutture interiori di interpretazione e costruzione del conosciuto, oppure se esula dai confini di ciò che è ritenuto possibile, viene rimosso, sospeso o annullato. Se non è interpretato come una minaccia o come un qualcosa di impossibile, viene modificato per renderlo confacente ad un modello pregresso simile.

La parte più difficile
nella strada percorsa da un Guerriero
è capire che
il Mondo è una sensazione
(John Michael Abelar)

Una sedia non è solo una sedia. Ogni sedia è un miracolo, una danza molecolare di luce, ma la Mente di Superficie non potrà mai scorgerlo, perchè, semplicemente non è adatta a questo scopo. Una sedia diventa solo una sedia solo quando la Mente di Superficie l’ha interpretata e catalogata nell’insieme “sedie”, oggetto noto e non minaccioso, almeno finchè qualcuno non prende la decisione di tirarcela…

Ma che cosa ha posto la Mente di Superficie in un ruolo che non le appartiene? Noi, naturalmente, perchè siamo sempre noi a decidere. Solo che abbiamo deciso, come dire, in maniera forzata e senza una giusta e consapevole valutazione. Abbiamo subito questa decisione dalla pressione alla quale siamo stati sottoposti fin dalla nostra nascita.

L’interpretazione della Realtà viene così effettuata dalla Mente di Superficie attraverso il suo dialogo interiore. Ed è qui che lo Sfidante entra in azione.

In genere il dialogo interiore è continuativamente attivo e focalizzato su idiozie associative che lo mantengono costantemente in funzione, come una radio: devo andare a trovare mia zia in Nebraska, ah le montagne del Nebraska, bella la neve d’inverno, comunque dovrei organizzare la prossima settimana bianca perchè è ora, devo comprare gli sci nuovi, ah si quel negozio in centro… e avanti così, di idiozia in idiozia, tutta la nostra esistenza.

Questo flusso inconcludente, fatto di molte voci che parlano l’una con l’altra e addirittura litigano tra loro, è proprio uno dei principali strumenti di controllo della nostra Consapevolezza usato dallo Sfidante.

Questo flusso inconcludente di parole interiori sono la voce dello Sfidante.

Tutta la nostra mente è una nebbia che i Toltechi
chiamano Mitote. La mente è un sogno in cui
migliaia di persone parlano allo stesso tempo
e nessuno capisce ciò che dicono gli altri.
Questa è la condizione della mente umana:
un grande mitote, nel quale è impossibile
vedere chi siamo veramente.
In India, il mitote è chiamato Maya,
che vuol dire illusione.
Si tratta dell’idea
che la personalità ha di sè stessa.
Tutto ciò che credete su voi stessi e sul
Mondo, tutti i concetti e i programmi che avete
nella mente, costituiscono il Mitote.
Non possiamo vedere ciò che siamo veramente.
Non riusciamo a vedere che non siamo liberi.
(Don Miguel Ruiz)

Cioè a dire, queste molte voci che sembrano avere vita propria e che si alternano nel dominio della nostra interpretazione della Realtà, questo coacervo di stimoli, voci, pulsioni, preferenze, avversioni, sono lo Sfidante nel suo aspetto più manifesto. Un momento, ed una voce ci spinge verso una direzione. Cinque secondi dopo cambiamo idea. Dieci secondi dopo vediamo un nostro amico e siamo felici. Quindici secondi dopo non vediamo l’ora di andarcene. L’interpretazione della Realtà muta senza motivo solo per seguire i capricci di un nugolo di voci nella testa, ed invece di unificarci sempre più nel nucleo interiore che ci appartiene veramente, custodendolo e facendolo crescere sempre più in potenza e autorità, continuiamo a vagare di interpretazione in interpretazione, credendo di essere felici, o tristi, o liberi, solo perchè una voce nella testa ci dice alternativamente felicità, tristezza, libertà, e noi le crediamo, come burattini tirati da fili invisibili.

Divide et Impera
Strategia finalizzata al mantenimento
di una posizione privilegiata,
dividendo e frammentando
la forza di opposizione
in modo che non possa riunirsi
contro un obiettivo comune.

Ecco perchè possiamo dire che lo Sfidante ha posto sotto il suo controllo la Mente di Superficie, e la usa a suo vantaggio. Ne sovraccarica il funzionamento e ne impedisce il suo quietarsi, in maniera tale da assicurarsi il controllo dell’essere umano inconsapevole che ne è vittima attraverso le mille voci di cui è fatto.

La Mente di Superficie non è certamente più potente della Mente Profonda, perchè sarebbe come dire che la mano destra è più potente della sinistra. Semplicemente, usiamo la Mente di Superficie in un modo che non è appropriato, e la Mente Profonda viene conseguentemente soffocata dai meccanismi rumorosi ed incontrollati di una Mente di Superficie sovrautilizzata.

Tuttavia, è bene chiarire subito un punto. Lo Sfidante non può nulla di fronte alla Consapevolezza. Lo Sfidante riesce nel suo intento di mettere sotto il suo controllo la Mente di Superficie di un essere umano perchè esso non sa che cosa sta succedendo e quindi non può impedirlo. In pratica, lo Sfidante prende il controllo della sua Mente di Superficie tipicamente nei primi anni della sua esistenza, e con il tempo l’essere umano arriva rapidamente a credere di essere quello che la Mente di Superficie gli dice, quindi, in buona sostanza, a credere di essere lo Sfidante. Come è possibile, quindi, liberarsi di un qualcosa che non si sa di avere? Come è possibile liberarsi di un qualcosa che si crede di essere?

Molte persone sono così imprigionate
nella loro mente
che la bellezza della Natura per loro
in realtà non esiste.
Potranno dire “Che bel fiore!”,
ma si tratta soltanto
di una etichetta mentale automatica.
Poichè non sono in quiete, non sono presenti,
non vedono veramente il fiore,
non ne percepiscono l’essenza, la sacralità,
così come non conoscono sè stessi,
non percepiscono la propria essenza,
la propria sacralità.
(Eckhart Tolle)

Uno scenario che può essere terribile smascherare, quello di aver creduto per anni di essere qualcosa che in realtà non siamo; questa presa di coscienza molto spesso coincide con l’ingresso in quella che molti ricercatori chiamano la Notte dell’Anima. Lampi di terrore scuotono il nostro campo interiore, quando le strutture sulle quali avevamo appoggiato la realtà, che credevamo così stabili, intoccabili ed imperiture, traballano minacciosamente sotto la spinta della Verità. Tuttavia, non c’è nulla, davvero nulla, da temere.

Realizzare che lo strumento con il quale generalmente interpretiamo la realtà, cioè la Mente di Superficie, non agisce sotto il nostro controllo consapevole è senza dubbio utile, ma c’è ancora dell’altro. C’è un altro strumento, correlato a questo modo di interpretare la Realtà, che lo Sfidante usa per perpetuare la sua presenza in noi; uno strumento che è fondamentale conoscere, perchè è anche lo strumento che, disattivato, innesca ed accresce il tramonto dello Sfidante come forza di contrapposizione e la sua trasformazione in forza alleata.

Molte tradizioni di ricerca interiore ci sussurrano che questo è lo strumento principale con il quale lo Sfidante si alimenta della nostra Energia, come un Parassita. E se questo è il modo principale con cui si alimenta, che cosa succederà disattivandolo?

Parliamo di un automatismo molto semplice, creato dal corpo in unione con la mente che lo dirige: il circolo vizioso ed autoalimentante che si innesca tra il dialogo interiore e le emozioni.

Quando la mente resiste alla Vita,
sorgono i pensieri.
Quando qualcosa comincia a trovarsi
in conflitto con una opinione dell’ego,
si avvia il tumulto delle emozioni.
(Dan Millman)

6. L’Avversario ha il volto velato. Il tuo.

Le emozioni sono una componente importantissima nel meccanismo di risposta del campo energetico umano agli stimoli e alle percezioni che riceve da tutto ciò che lo circonda. Una emozione, come tutti noi possiamo testimoniare e sperimentare, produce effetti immediati sul nostro corpo fisico, ed è in grado di modificare quasi istantaneamente la nostra risposta comportamentale, che va adattandosi rapidamente verso la direzione più conosciuta e sperimentata in grado di riportare in equilibrio l’intero nostro sistema energetico.

Ma come nasce una emozione?

Una emozione è sostanzialmente una alterazione dell’equilibrio corporeo che si produce attraverso la produzione ed il rilascio di ormoni e neurotrasmettitori nei vari sistemi di collegamento e connessione del nostro corpo. Questa alterazione, questa stimolazione, viene immediatamente catturata dai nostri meccanismi percettivi e poi viene interpretata come risposta alla particolare situazione esterna a noi stessi che ha provocato tale sommovimento.

emozione = lat. EMOTIONEM da EMOTUS
p.p di EMOVERE cioè trasportar fuori, smuovere
scuotere, comp. della partic. E = da, che aggiunge
forza all’azione espressa dalla parola alla quale
è unita, e MOVERE agitare, muovere.
etimologia parola emozione
dal dizionario etimologico on line http://www.etimo.it

Per esempio, la percezione di una tigre in libertà senza sbarre protettive a pochi metri da noi provocherà nella stragrande maggioranza di noi il rilascio di un ormone ben noto a tutti, l’adrenalina; tale rilascio provocherà la conseguente interpretazione del nostro meccanismo percettivo, che associerà tale sensazione ad uno schema ben preciso che si chiama Paura.

La paura è una grande nube.
Rende il freddo ancora più freddo,
il buio ancora più buio.
Ma lascia che si sollevi
e si dissolverà.
(Obi-Wan Kenobi)

Una emozione, dunque, non è altro che una sensazione nel corpo, che noi percepiamo in risposta ad un evento che ha colpito il nostro Campo di Consapevolezza. L’alterazione dell’equilibrio chimico nel nostro corpo produce istantaneamente una sensazione, ed è questa sensazione percepita che definiamo come emozione. Sommovimento.

Che cosa interviene a dare un significato, ad interpretare, l’emozione che stiamo provando? Naturalmente, i modelli che sono stati inseriti all’interno della mente che abbiamo posto al dominio dell’interpretazione della Realtà, cioè, nella stragrande maggioranza dei casi, la Mente di Superficie. Se noi non dessimo un nome a ciò che stiamo provando, l’emozione rimarrebbe soltanto una sensazione percepita nel corpo, che nascerebbe, avrebbe un suo picco, e poi diminuirebbe fino a scomparire con discreta rapidità.

È forse la paura ad impedirvi
di intraprendere una azione?
In tal caso dovete riconoscere la paura,
osservarla, rivolgerle la vostra attenzione,
essere pienamente presenti di fronte ad essa.
Così facendo spezzate il legame
fra la paura ed il vostro pensiero.
Non lasciate che la paura
si innalzi fino alla vostra mente
.
(Eckhart Tolle)

Il nodo chiave, semplice, ma al contempo profondamente importante di questo meccanismo, sta nel fatto che il meccanismo di creazione delle emozioni è bidirezionale. Le emozioni possono essere create anche in assenza di un reale stimolo esterno, concentrando la nostra capacità immaginativa e conseguentemente la nostra attenzione su un qualcosa che faccia da catalizzatore. Se attiviamo una immagine interiore catalizzatrice, e la manteniamo sufficientemente a lungo, il corpo fisico verrà inondato dell’emozione associata ad essa come se questa immagine stesse realmente accadendo.

Se ascoltiamo musica rilassante, ed immaginiamo di essere sdraiati comodamente su un prato, il corpo fisico comincerà a produrre ormoni e neurotrasmettitori che sono rispondenti a questo scenario anche se siamo seduti su una sedia scomoda in un seminterrato cittadino. Chiunque tra noi comprende e sa con certezza che questo meccanismo funziona, perchè lo ha praticato senza alcun dubbio più e più volte nel corso della propria esistenza nelle più disparate situazioni.

In questo semplice, automatico, normale comportamento umano si aggancia uno dei capolavori tattici dello Sfidante per perpetuare sè stesso ed il suo controllo su di noi. In un modo che forse state già cominciando ad intuire.

Come abbiamo visto, la stragrande maggioranza degli esseri umani utilizza la Mente di Superficie come elemento di interpretazione delle sue percezioni, in maniera ereditata, automatica ed inconsapevole.

Il meccanismo di controllo della generazione ed interpretazione delle emozioni viene quindi gestito dalla Mente di Superficie, perchè essa è stata messa inconsapevolmente al timone dell’interpretazione delle percezioni.

La Mente di Superficie è in generale sotto il controllo dello Sfidante. Cioè a dire, è focalizzata su schemi di pensiero ben precisi, che abbiamo già visto in questo capitolo.

Questi schemi di pensiero producono invariabilmente emozioni. Emozioni che stanno saturando il nostro meraviglioso pianeta Terra e tutti i suoi abitanti da millenni; emozioni che hanno il solo scopo di perpetuare la presenza dello Sfidante all’interno del nostro Campo di Consapevolezza; emozioni che sono basate su premesse irreali, che con il nostro benessere e con ciò che realmente siamo non hanno nessun tipo di correlazione; emozioni che sono tutte correlate ad una emozione fondamentale: la Paura.

La tua ansia altro non è che
l’ansia del Volador, sempre timoroso
che il suo stratagemma venga scoperto
e il nutrimento gli sia negato.
Tramite la mente che, dopotutto, è la loro,
i Voladores instillano nella vita degli esseri umani
ciò che più gli conviene,
garantendosi un certo livello di sicurezza
che va a mitigare la loro paura.
(Carlos Castaneda)

In che modo la Mente di Superficie produce queste emozioni carburante per lo Sfidante?

Generando attraverso il dialogo interiore condizionato schemi di pensiero che si caricano progressivamente di emozione attraverso questo continuo dialogo interiore.

Questa è l’arma principale di attacco e di controllo dello Sfidante al Campo di Consapevolezza umano; è forse la sua unica possibilità di indurci con l’inganno a creare qualcosa che va ad esclusivo suo vantaggio: ci addormenta attraverso la sovralimentazione e l’utilizzo condizionato della Mente di Superficie, in modo tale da accedere al nostro Campo di Consapevolezza e manipolarlo per i suoi scopi facendoci credere di essere lui.

In balia inconsapevole di questo meccanismo, un essere umano non fa altro che perpetuare schemi di comportamento acquisiti che non hanno alcun legame con ciò che è realmente. Alimentando schemi di pensiero irreali e senza alcun legame con la sua vera essenza, produce emozioni che invece di sostenerlo e renderlo felice, nutrono e sostengono esclusivamente lo Sfidante, e lo deprivano di Energia e Forza Vitale, costruttiva e positiva.

Seguendo la Mente di Superficie, che è fatta di mille e mille voci che non sono le sue, agisce nel Mondo vivendo la vita che non è la sua, comportandosi come non è in realtà, in balia dello Sfidante senza averne il benchè minimo sospetto.

Per esempio, quando vi pervade un umor nero
e voi cominciate
ad assumere uno schema mentale negativo
e a pensare quanto sia orribile la vostra vita,
il vostro pensiero
si è allineato al Corpo di Dolore
e voi siete diventati inconsapevoli
e vulnerabili all’attacco del Corpo di Dolore.
Inconsapevoli, cioè a dire
identificati con qualche schema mentale o emozionale,
con totale assenza
dell’Osservatore Silenzioso.
(Eckhart Tolle)

L’innesco e l’autorafforzamento involontario del circolo vizioso dialogo interiore – emozione è dunque l’arma principale a disposizione dello Sfidante nella sua attività di depotenziamento del nostro Campo di Consapevolezza. Scendiamo ancora più nel dettaglio di questo processo, in modo da diventare sempre più consapevoli di come siamo abilmente manipolati. Un processo che chiameremo, da ora in avanti, Spirale di Depotenziamento.

Un Guerriero ha controllo.
Non su altri esseri umani,
ma sulle proprie emozioni.
Egli non le reprime,
ma le esprime,
senza paura,
ma solo al momento giusto.
(Don Miguel Ruiz)

7. La Spirale di Depotenziamento

Tutto ha inizio da un pensiero che si affaccia all’interno del nostro Campo di Consapevolezza.

Inizialmente, questo pensiero è sostanzialmente una immagine, un vivido flash, che non è accompagnato da alcuna parola, perchè nasce dove le parole non hanno alcuna importanza. È un pensiero/immagine dall’enorme potenza, perchè è l’innesco di una creazione: un pensiero che delinea una possibile realtà, che potremmo scegliere di manifestare oppure no, se sapessimo che è possibile. Ciò che facciamo, invece, frutto di una conoscenza esigua o nulla del fenomeno, è aderire istantaneamente come automi condizionati.

Fino a quando non interveniamo a fare Luce con la nostra Consapevolezza, la generazione di questi potentissimi pensieri/immagine è involontaria, inconsapevole e focalizzata sulla ripetizione ed il radicamento di esperienze verso le quali si sta generando, o si è già attivato, un forte attaccamento emozionale. Queste esperienze diverranno abitudini, e le abitudini diverranno poi tossicodipendenze emozionali, cioè il sostegno primario dello Sfidante ed una fra le responsabilità primarie del nostro depotenziamento energetico e vitale.

Quindi, possiamo dire che fino a quando non interveniamo a fare Luce con la nostra Consapevolezza, la quasi totalità di quelle che chiamiamo libere azioni e creazioni sono sotto il controllo dello Sfidante.

Un passo casuale
e desiderio può essere reale
Un altro passo indulgente
e reale può essere abitudine
Un altro passo inerziale
e abitudine può essere fiume di fango
La punta del piede senza memoria
e il fiume cade nell’Abisso.

La prova di una tossicodipendenza emozionale radicata in abitudine è di semplice scoperta: se si prova ad opporre resistenza al suo soddisfacimento, o a far notare la possibilità di non soddisfacimento ad un’altra persona, la reazione è sempre la stessa: tensione, nervosismo, disaccordo incontrollato ai limiti dell’esplosione emotiva rabbiosa. Ciò significa che esiste un forte attaccamento emozionale agganciato al soddisfacimento di una abitudine, e quindi, che l’abitudine è sotto il controllo dello Sfidante. In realtà, la quasi totalità delle nostre abitudini originano attaccamenti emozionali correlati al loro soddisfacimento, quindi possiamo dire che la quasi totalità delle nostre abitudini sono sotto il controllo dello Sfidante.

Molte persone utilizzano
alcool, droghe, sesso, cibo, lavoro, televisione,
o perfino il fare acquisti
come anestetici
in un tentativo inconsapevole
di eliminare il loro disagio di fondo.
Quando ciò avviene,
un’attività che potrebbe essere molto piacevole
se svolta con moderazione
si permea di una situazione di compulsione
o di dipendenza
e tutto ciò che se ne trae
è un sollievo dei sintomi di brevissima durata.
(Eckhart Tolle)
Interrompere le abitudini
è una via per imparare
nuovi modi di percepire il mondo
e fornisce un indizio
di incredibili possibilità di azione.
(John Michael Abelar)

Dopo che lo Sfidante ha generato in noi un pensiero/immagine di creazione di una realtà che gli è favorevole, si innesca la Spirale di Depotenziamento: la Mente di Superficie intercetta questo pensiero e si mette all’opera per manifestarlo nella realtà attraverso il dialogo interiore condizionato, che lo giustificherà, lo incoraggerà, lo sosterrà, metterà in esso tutta la sua focalizzazione; cioè a dire, si fisserà su questo pensiero, un comportamento che è molto semplice scoprire in sè stessi, ma anche negli altri esseri umani e nei modi di dire di cui facciamo solitamente uso, quali “andare in fissa per qualche cosa” e similari.

La focalizzazione della Mente di Superficie, come abbiamo visto, è in grado di produrre un fenomeno di grandissima importanza: la generazione di emozioni corrispondenti a tale focalizzazione. Così, una focalizzazione continuata e serrata della Mente di Superficie sul pensiero/immagine di innesco produrrà, presto o tardi, la generazione di emozioni, che a loro volta alimenteranno nuovamente, con ulteriore carica energetica, la focalizzazione della Mente di Superficie su questo pensiero/immagine, come se queste emozioni fossero la conferma ed il carburante ulteriore di questa focalizzazione.

In tal modo, il processo di Spirale di Depotenziamento caricherà il pensiero/immagine di così tanta energia emozionale da imporre letteralmente alla totalità dell’essere umano che lo sta sperimentando l’azione o le azioni che lo portino a manifestazione. Il cerchio si chiude. Il pensiero/immagine viene manifestato.

Questo è il modo semplice, lineare, con cui lo Sfidante ci manipola come burattini. Questo è il modo con il quale distruggiamo più o meno consapevolmente la nostra esistenza.

Ma attenzione! Questo è anche il modo semplice, lineare, con il quale possiamo costruire una vita meravigliosa. L’unica differenza è nella scelta dei pensieri/immagine di innesco. O li scegliamo noi, o li innesta lo Sfidante. Il processo a seguire è il medesimo; tuttavia, nel caso in cui i pensieri/immagine di innesco sono nostre libere e consapevoli visioni, la Spirale di Depotenziamento diventa Spirale di Potere.

Ci vuole coraggio, molto coraggio,
per iniziare deliberatamente
a eliminare le credenze
che ci fanno soffrire.
Forse non credete di avere il potere
di crearvi la vostra realtà,
ma se accettate questa premessa
potete veramente creare una realtà
differente
da quella che vi fa soffrire.
(Don Miguel Ruiz)

Per rendere ancora più chiaro questo processo, ecco un esempio del suo funzionamento in una situazione di vita tangibile che molti di noi si trovano, purtroppo, quotidianamente ad affrontare. È una situazione esemplificativa, come tante altre che potremmo trovare e vedere all’opera, nella Vita degli esseri umani. Una situazione che ci mostra, a volte spietatamente, un principio astratto ad essa sotteso:

Qualsiasi attività umana si sia caricata
di energia emozionale di attaccamento
al suo soddisfacimento
è pilotata dallo Sfidante
a suo esclusivo vantaggio.

La situazione di vita che esamineremo è quella del bere alcolici in quantità eccessiva.

Eccoci immersi nelle nostre attività quotidiane, relativamente tranquilli e senza preoccupazioni. Improvvisamente, senza avvisaglie e senza ragione, un pensiero/immagine si affaccia all’interno del nostro Campo di Consapevolezza. Un pensiero/immagine correlato al bere una qualche bevanda alcolica.

La Mente di Superficie scatta, e cattura questo pensiero. Il nostro dialogo interiore condizionato, fuori controllo, al quale diamo tutta la nostra fiducia come se noi fossimo queste voci, comincia a ripetere frasi come “Quasi quasi mi faccio un bel bicchiere”, “Si, direi che mi merito proprio un bicchiere”, “Ecco, qui ci vorrebbe proprio un bicchierino”, concordando con sè stessa sul fatto che si, è davvero così come va ripetendo a sè stessa.

Questo dialogo interiore condizionato genera rapidamente una emozione, quasi una sorta di anticipazione del bicchiere che berremo, e di come ci sentiremo bene nel berlo e dopo averlo bevuto. Dal punto di vista della mera percezione, questa emozione non è altro che una sensazione diffusa nel nostro corpo, come una smania, una corrente; ma quando la Mente di Superficie la intercetta, la trasforma, ad uso e consumo dello Sfidante, in energia emozionale, cioè in una sensazione a cui è stata attribuita una etichetta, che non fa altro che alimentare ulteriormente il nostro dialogo interiore nella nostra “presunta” necessità di bere qualcosa.

Ad un certo punto, tale sarà la carica emozionale che si sarà agganciata al pensiero/immagine di bere alcool, che non potremo fare a meno di versarci un bicchiere di qualcosa e berlo, placando questa corrente emozionale e sentendoci inizialmente meglio, apparentemente sollevati ed in pace. Ma non passerà molto tempo, e ne passerà sempre meno, prima che tale stato di quiete venga nuovamente alterato con una necessità emozionale generata da un pensiero/immagine inconsapevole dello stesso tipo, e a la via così, in giorni, mesi, anni di dissipazione energetica vana.

Allora ci si sforza di ottenere beni,
denaro, successo, potere, riconoscimento,
o un rapporto affettivo speciale,
sostanzialmente per sentirsi
meglio con sè stessi,
sentirsi più completi.
Ma anche quando si raggiungono
tutte queste cose,
si scopre ben presto
che il vuoto è ancora lì,
che è senza fondo.
Allora si è davvero nei guai,
perchè non ci si può più illudere.
Beh, si può e si fa,
ma diventa più difficile…
(Eckhart Tolle)

Tossicodipendenze emozionali come questa, e ne esistono in gran quantità senza che sia necessario riportarle qui, possono diventare molto dure da superare, perchè la quantità emozionale che è coinvolta in esse è tale da annebbiare profondamente la coscienza di chi ne è vittima, soprattutto nei momenti in cui si sono innescate. Inoltre, il soddisfacimento prolungato nel tempo di tali tossicodipendenze emozionali altererà inevitabilmente anche l’equilibrio del corpo fisico, che svilupperà progressivamente sempre più recettori delle sostanze che riceve in circolo, a discapito di altre, che riceve meno, o per niente, e che invece dovrebbe ricevere pressochè giornalmente per la sua vitalità ed il suo benessere.

Così, la tossicodipendenza emozionale diventa anche fisica; e a quel punto potrebbe essere davvero dura liberarsene. Nei momenti di quiete, sembrerà di poterla fronteggiare senza problemi, sembrerà un fantasma illusorio ed evanescente. Quando si innesca, diventa un demone, che vuole tutta la nostra attenzione, tutta la nostra energia. E poi ci lascia esauriti, svuotati, solo per tornare qualche tempo dopo a chiedere nuovamente il tributo alla nostra Energia.

Un demone. Al servizio dello Sfidante.

Non c’è nulla che tu od io
possiamo fare,
se non esercitare l’autodisciplina
fino a renderci
inaccessibili.
(John Michael Abelar)

Ma allora dovremmo privarci di tutto, per non cadere nella trappola dello Sfidante? Niente di più folle. Il Mondo è meraviglioso, e pieno di esperienze da vivere. Ciò che dovremmo fare è recidere, o smettere di creare, l’attaccamento emozionale al loro soddisfacimento che mettiamo nelle nostre azioni, qualsiasi esse siano. Private dell’attaccamento emozionale al loro soddisfacimento, le azioni non genereranno dipendenze, e lo Sfidante si vedrà tagliata la principale, se non l’unica, fonte di sostegno energetico che utilizza per perpetuare sè stesso ai nostri danni come un parassita.

Quando una azione viene privata dell’attaccamento emozionale al suo soddisfacimento, l’esperienza viene trascesa. Non è più importante quando, come o perchè la si fa. Possono passare anni prima di praticarla di nuovo, o pochi minuti. Non si sente più alcuna mancanza, nè alcun bisogno di tornare a praticarla. Se c’è la possibilità, si sperimenta. Se non c’è la possibilità, semplicemente non c’è la possibilità. Non c’è più la brama del suo soddisfacimento; non c’è più ossessione, nè sofferenza per la sua carenza.

Eppure, è proprio a questo punto che si trarrà il maggior godimento dell’esperienza in sè. È solo a questo punto che potremo lucidamente stabilire se l’esperienza è davvero per il nostro bene oppure no. Privati del corredo emozionale che aveva l’unico scopo di alimentare lo Sfidante e depotenziare noi stessi, gusteremo pienamente l’esperienza ogni volta che ci troveremo a riviverla, proprio perchè ne apprezzeremo la sua impermanenza, la sua qualità, il suo reale apporto energetico, con occhi sereni e lucidi.

Lo stato d’animo che si origina dal trascendere una esperienza è uno dei pilastri della nostra integrità; a questo stato d’animo, molte tradizioni di ricerca interiore danno il nome di distacco.

Distacco
è equilibrio sottile e consapevole
tra il non negarsi nulla
e non abbandonarsi a nulla.

8. Attacco, occultamento e sofferenza »

Le modalità con le quali lo Sfidante interviene in un Campo di Consapevolezza umano sono due: l’attacco, e l’occultamento.

L’attacco è la fase attiva dello Sfidante; è il momento in cui interviene innescando i nostri demoni interiori che ci tengono in catene. Questa è la fase che utilizza per sostenersi energeticamente, per alimentarsi, secondo la tradizione tolteca. L’arma principale, la più evidente e probabilmente la sola di cui dispone di comprovata efficacia è l’utilizzo della Spirale di Depotenziamento, guidata fino al punto in cui generiamo una grande quantità di energia emozionale di attaccamento al pensiero/immagine innescato. Energia emozionale di bisogno quasi incontrollabile di qualcosa. Tossicodipendenza, appunto.

Un’emozione di solito rappresenta
uno schema di pensiero
amplificato e carico di energia.
Vuole avere il sopravvento su di voi,
e di solito ci riesce,
se vi lasciate trascinare in una
identificazione inconsapevole
con l’emozione
per mancanza di Presenza.
(Eckhart Tolle)

Vi basterà un rapido sguardo intorno a voi per rendervi conto che praticamente ogni essere umano che vi circonda viene manipolato attraverso una o più tossicodipendenze emozionali di cui non può, e non riesce, a privarsi. Una manipolazione che ha origine e si sviluppa sempre attraverso la medesima strategia: la Spirale di Depotenziamento. Tuttavia, guardate in voi stessi. Forse lo sguardo sarà meno rapido di quello necessario a trovare la pagliuzza nell’occhio del vostro compagno essere umano, ma potreste comunque trovare qualcosa che somiglia parecchio ad una tossicodipendenza emozionale…

Non giudicate, per non essere giudicati;
perchè col giudizio con cui giudicate sarete giudicati
e con la misura con la quale misurate sarete misurati.
Perchè osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello
mentre non ti accorgi della trave
che hai nel tuo occhio?
O come potrai dire al tuo fratello:
permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio,
mentre nell’occhio tuo c’è una trave?
Togli prima la trave dal tuo occhio
e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza
dall’occhio del tuo fratello.
(Gesù, il Cristo – Mt 7,1-5)

L’occultamento è la fase passiva dello Sfidante, in cui arretra momentaneamente, ed utilizza il vantaggio acquisito inconsapevolmente su di noi per tenerci in uno stato energetico basso e fuori equilibrio, così da non poter riuscire a fronteggiare in Energia e Consapevolezza un attacco successivo. Come riesce in tutto questo? Attraverso la sovralimentazione della Mente di Superficie con un groviglio di pensieri inutili e senza alcun senso, che produrranno emozioni e stati d’animo a bassa energia, quali la rabbia, la gelosia, l’invidia, il rancore, la preoccupazione, e similari, che sono tutte gradazioni della medesima emozione: la Paura. Che poi, è la paura dello Sfidante di essere scoperto.

Pensieri che si affacciano automatici, mutevoli, incostanti, contraddittori, che ci intrappolano in una maniera semplicissima: si pensano con il pronome ‘Io’. ‘Io penso’. ‘Io sento’. ‘Per me questa cosa che mi ha fatto è brutta’. ‘Hai visto che cosa ha fatto a me’. ecc. ecc.

Ma chi è questo ‘Io’? Quanti ce ne sono nella vostra testa? Possibile che questo ‘Io’ vuole una cosa, e cinque minuti dopo ne vuole un’altra, a volte opposta alla prima?

Non è possibile dare una risposta a queste domande senza Consapevolezza. Ma dato che dare una risposta a queste domande, o anche solo osservare il balletto della Mente di Superficie fuori controllo, significa cominciare a tagliare i rifornimenti allo Sfidante, la Mente di Superficie viene sovralimentata di chiacchiere, musica e rumore per impedire alla Consapevolezza di dispiegarsi.

Che cosa succede, alla fine, nella nostra vita, lasciando che lo Sfidante continui nella sua opera di suggestione e controllo del Campo di Consapevolezza umano?

Non seguiremo le nostre ispirazioni, cioè ciò che ci fa sentire davvero felici di esistere, perchè le ispirazioni dei Mondi Superiori di Coscienza producono emozioni positive, cioè ad alta energia, che allo Sfidante sono totalmente indigeste.

Qualunque cosa
tu possa fare o sognare
cominciala.
L’audacia porta con sè
il genio, la magia e la forza.
Comincia subito.
(Johann Wolfgang Goethe)

Opporremo resistenza ai cambiamenti, e non accetteremo quelli che non possono essere evitati, perchè ogni cambiamento rappresenta per lo Sfidante un rischio di essere scoperto. Lo Sfidante creerà in noi pensieri di resistenza, che genereranno emozioni di resistenza, così, oltre a fare il possibile per impedirci l’accettazione serena del cambiamento, sosterremo lo Sfidante con emozioni a bassa energia create dalla futile resistenza a ciò che non può essere evitato.

Dovete sempre accettare
il momento presente.
Che cosa c’è di più futile,
più futile,
che creare resistenza interiore
a qualcosa che già esiste?
(Eckhart Tolle)

Ci schiereremo contro qualcosa o qualcuno al di fuori di noi stessi e lo combatteremo come causa della nostra infelicità e del nostro malessere, perchè attribuiremo la responsabilità delle emozioni a bassa energia che vivono dentro di noi ad eventi esterni o ad altre persone. Ma basta un semplice sguardo consapevole per rendersi conto che tutto ciò che esiste nella nostra vita è stato generato ed è mantenuto in essere esclusivamente da noi, e noi ne siamo i soli ed unici responsabili.

Accusare gli altri della propria sfortuna
è segno di un bisogno di educazione.
Accusare sè stessi
significa che la propria educazione
è incominciata.
Non accusare nè se stessi nè altri
significa che la propria educazione
è stata completata.
(Epitteto)

Diverremo ansiosi e preoccupati di perdere quello che abbiamo, e saremo portati a difendere invece che condividere. Ma di chi è questa ansia e questa preoccupazione di perdere qualcosa? Solo dello Sfidante. Come esseri umani magici e meravigliosi quali siamo, tutti noi, non possiamo perdere nulla, e non dipendiamo da nulla, perchè noi siamo tutto.
Ma ci vuole Consapevolezza per scoprirlo. Una Consapevolezza di cui lo Sfidante non può, nè deve permettere l’espansione, per varie ragioni, forse persino superiori a lui stesso. Una Consapevolezza che lo Sfidante sa bene di non poter arginare, una volta che essa si è destata, perchè il processo di espansione della Consapevolezza è inarginabile, e senza fine.

Tu puoi perdere
ogni cosa,
tranne
l’Io Sono

Non avremo equilibrio nella cura di noi stessi, ma rimarremo attaccati emozionalmente ad abitudini e situazioni che ci bloccano, invece di liberarci. Ramtha, chiunque questo essere sia, identifica con giustezza questi attaccamenti emozionali: attaccamenti a persone, luoghi, cose, tempi ed eventi. Ogni attaccamento emozionale in una di queste sfere crea abitudini, e le abitudini sono azioni che controllano un essere umano, invece del contrario.

Avete troppe scopate da fare,
troppo cibo da mangiare,
troppe sigarette da fumare,
troppo alcool da bere,
troppi giochi d’azzardo da giocare
per poter sedervi in quiete
e contemplare.
Per sedervi in quiete
e creare.
(Ramtha)

Vivremo nella nostra mente, e nelle sue creazioni illusorie, invece che nella Realtà di ciò che accade nell’Istante Presente. Dov’è la totalità di noi stessi in questo momento? Nella stragrande maggioranza dei casi, nelle congetture e nelle presupposizioni della Mente di Superficie, persino mentre stiamo agendo. Cioè, in uno degli aspetti della sovralimentazione della Mente di Superficie indotta dallo Sfidante.

Non credete a voi stessi.
Non credete a tutte le menzogne
che vi raccontate.
Non credete a ciò che vi dite
quando affermate di
non essere abbastanza qualcosa.
Non credete nei vostri limiti.
Non credete a tutto questo,
perchè non è vero.
(Don Miguel Ruiz)

Proietteremo all’esterno le nostre congetture, le nostre presupposizioni sulla Realtà, quando esse non sono altro che pensieri generati dallo Sfidante, e ad esse ci conformeremo nelle azioni, come se fossero vere. Non è forse così, nella nostra vita? Non è forse vero che invece di chiedere direttamente, in umiltà, integrità ed ascolto, invece di osservare quietamente, in silenzio, consapevolezza ed accettazione, ci facciamo domande, ci diamo risposte, e poi crediamo che queste risposte siano la Realtà? Quante cose abbiamo distrutto nella nostra vita in questo modo, per poi renderci conto che era tutto solo nella nostra Mente di Superficie? Quante cose abbiamo distrutto nella nostra vita, credendo ad una mente manipolata dallo Sfidante?

Tutta la tristezza,
tutti i drammi della vostra vita,
sono fondati su supposizioni
e sull’abitudine
di prendere le cose
in modo personale.
(Don Miguel Ruiz)

Ci separeremo sempre più dagli altri esseri umani e dalla Vita nella sua Totalità, per paura di soffrire, di perdere ciò che abbiamo, di non poter difenderci dai loro assalti. Così, creeremo, o entreremo a far parte, o ci ritroveremo, in gruppi costituiti da NOI contro LORO, costruiti essenzialmente per difendere qualcosa di irreale da qualcos’altro di altrettanto irreale. Qualcosa che la Morte spazzerà via come foglie sugli alberi d’autunno.
Non esiste NOI contro LORO. LORO non sono forse esseri umani invischiati nella medesima illusione, manifesta in un’altra forma? E se è così, che differenza c’è tra NOI e LORO?

Le più comuni identificazioni dell’ego
riguardano i beni materiali, il lavoro svolto,
la condizione sociale, la conoscenza e l’istruzione,
l’aspetto fisico, le abilità speciali,
i rapporti affettivi, le storie personali e familiari,
i sistemi di credenze,
le identificazioni politiche, nazionalistiche,
razziali, religiose
e collettive di altro genere.
Niente di tutto questo siete voi.
(Eckhart Tolle)

Questo è ciò che lo Sfidante crea nella nostra vita se gli viene permesso. Risuona familiare? Quanto siamo immersi in queste cose? Quanto sono immersi in queste cose le persone intorno a noi?

Alla fine, quello che lo Sfidante crea nella nostra vita se gli viene permesso può essere riassunto in una sola parola.

SOFFERENZA.

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Hearthaware blog

Testo tratto da losfidante.marenectaris.net
Impaginazione a cura di
Hearthaware blog
©Marenectaris Licenza Creative Commons CC BY-NC-ND
Licenza CC-BY-NC-ND

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6 commenti su “Lo Sfidante – Parte 1. L’Asservimento

  1. Meraviglioso. Grazie. È bellissimo leggere cose – che sto già sperimentando – con una spiegazione così chiara ed esauriente. Tutto è più chiaro… soprattutto il lavoro di depotenziamento dello Sfidante che sto portando avanti.

  2. Con il cuore… ed il silenzio che sono sicura arriverà prima o poi… ti ringrazio. Attendevo questa risposta che è arrivata. Salvo tutto e leggo con calma ed attenzione quando mi lasceranno un po’ di pace nella testa. Volevo dire che da quando sono in contatto col blog ho una percezione diversa dei rumori nella mia testa… Come li sfidassi… e poi ho letto oggi il tutto… e loro ci sono ma spesso si fanno da parte… grazie ancora e che per la vostra benevolenza verso chi, come me, sta trovando un senso anche lì dove i medici non ci sono mai arrivati ma scrollavano le spalle dicendo non c’è nessuna spiegazione nessuna soluzione…

  3. È come entrare in un mondo fantastico… leggendo ogni cosa con attenzione stupore e grande meraviglia di trovare nello scritto quel che da tempo, anni, cercavo dentro la mia testa… risposte… a domande che non sai neanche come porle a te stesso figuriamoci ad altri… sentirsi diversi, la sensazione primaria che ti accompagna da una vita. Cose inspiegabili e incapaci anche di essere raccontate. È da poco che mi sono avvicinata a questo blog ma non riesco più a farne a meno. Non ho molto tempo a disposizione per leggerlo ma non appena posso mi rifugio qui dove sto trovando un po’ di pace dopo sei anni di combattimenti. Ronzio a parte di cui parlavo ricerca continua di nuove religioni di trovare quell’Essere Supremo Buono che ci ha donato questa vita. Ero in pieno cambiamento rivoluzione interiore due anni fa. Piangevo per strada come nulla senza motivo. Non mi riconoscevo allo specchio, rifiutavo contatti con la gente e non sapevo mai perchè. Due anni fa vivevo in un piccolo paesino dove si conoscono un po’ tutti. Era mattina e non c’era il sole era una giornata grigia. Passavo davanti ad un palazzo ed al suo ingresso, un normalissimo portone vedo qualcuno che non conoscevo. È la seconda volta che lo racconto per paura forse o perchè nessuno mai mi avrebbe creduta ma questo non mi interessava. Forse non volevo sminuire… raccontando la cosa come un normale evento… era un uomo alto magro vestito di nero. I suoi occhi erano chiari come i suoi capelli non lo avevo mai visto in paese, dove ci conosciamo un po’ tutti. Era una di quelle mattine in cui non ero andata a lavoro perchè stavo male… non fisicamente e neanche sono andata mai da uno psicologo, ma avvertivo malessere e nello stesso tempo forza di voler fare qualcosa ma non ho mai capito cosa, per gli altri, salvare il mondo… parolone troppo grandi per una come me… ma quell uomo mi ha fissata negli occhi… senza conoscermi. Ed io mi sono sentita rabbrividire… dopo pochi metri infatti volevo saperne di più chi fosse perchè mi fissava con quel sorriso ambiguo… il solito scocciatore adulatore che ci voleva provare a farti complimenti o conoscerti non lo so sono tornata indietro mi ci sono fermata davanti e lui di nuovo mi fissava poi con voce sottile ma sicura mi ha detto… SEGUIMI e si è infilato nell’atrio del palazzo… Non ci ho pensato nemmeno a seguirlo ma ho attraversato la strada e ci sono ripassata davanti… pochi minuti per non vederlo più: svanito nel nulla. Non so chi fosse ma è qualcosa che ancora a pensarci mi mette paura. Ora sono serena… affronto il mio ronzio i miei fracassi nella testa ma con forza… mi scuso se mi sono dilungata ma so che ho una missione qui e grazie a voi sto comprendendo tutto…
    Un abbraccio grande

  4. Quell’uomo era Gesù. L’ho visto anche io nella stessa veste. Vestito di nero, capelli corti e barba curata.

  5. Roberto, hai aperto nella mia mente e nel mio cuore una scia di luce con una semplice risposta… ma nella sua semplicità tanto grande da illumunare il mondo intero. Per anni a pensarci e poi… quell’uomo era Gesù! Ora lo so e credo che era solo l’inquietudine che portavo dentro a farmi pensare fosse il suo nemico. Grazie perchè la mia vita è diversa… è piena di pace e di voglia di amore nel mondo. Perchè non ci avevo pensato mai prima? Grazie e… penso che al suo “seguimi” avrei dovuto capirlo.
    Ti auguro ogni bene.

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