Milarepa

Film ► Milarepa


Recensione di Aleromy

Titolo Milarepa
Genere Fantastico, Religioso
Regista Liliana Cavani
Attori Lajos Balászovits, Paolo Bonacelli, Marisa Fabbri, Marcella Michelangeli
Anno 1974

La liberazione (dice il Buddha), non può venire dal di fuori. È un esplosione spontanea della mente.”

Questa pellicola racconta le avventure del personaggio storico religioso Milarepa, che fu anche uno dei maestri del Buddhismo Tibetano.

Il film ha un impronta a dir poco favolistica, il protagonista si chiama Leo, un ragazzo che dovrà affrontare un viaggio in auto con il suo professore e la moglie, ma qualcosa  andrà  storto e così si ritroverà  in Tibet  in tempi  a noi  sconosciuti.

Sin dall’inizio Milarepa è  un personaggio pieno di rancore e rabbia nei confronti degli abitanti del suo villaggio, che  sfruttano  lui e la sua famiglia; così  sotto consiglio della  madre, deciderà di intraprendere questo viaggio per poter  imparare le forze che governano la Magia Nera, così da potersi vendicare delle crudeltà  subite. Il viaggio simboleggia ancora una volta il percorso da compiere per arrivare ai più alti stadi della coscienza  che porta alla liberazione.

Compirà malefatte, credendo di essere nel giusto ma purtroppo, così facendo, non farà altro che accrescere il suo Karma negativo. Da questo momento in poi il film è incentrato sulla consapevolezza del sé, sul riscatto delle azioni negative da lui compiute, ci saranno molte dure prove da superare e non sempre l’atteggiamento del protagonista sarà quello giusto.

Questi sono i punti principali sulla quale il film si basa, non vi resta che osservare e trarre le vostre conclusioni, rispetto a questa pellicola, un po’ antiquata ma ricca di insegnamenti per tutti coloro che vivendo ai nostri giorni in uno stato confusionale di paura, rabbia e vendetta, vogliano rendersi conto che ancora una volta la strada  verso le felicità non è altro che l’amore e l’umiltà.

Aleromy

Milarepa [scena della meditazione]